Dodici autori per raccontare il crimine tra i borghi e un mare “Rosso come il Levante”

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10/06/2026, ore 05:19

“Ed eccoci arrivati alla terza raccolta.” Dice Beppe Mecconi, ideatore e curatore del volume “Ancora una volta ci siamo divertiti ad ambientare i nostri criminosi racconti negli splendidi luoghi del nostro territorio. Per il terzo anno dodici validi scrittori, dodici amici che hanno piacere a ritrovarsi anche al di là del lavoro della stesura dei testi, hanno intrapreso questa avventura, e ancora una volta hanno deciso di devolvere i diritti di autore al Centro Antiviolenza Irene della Spezia”.

In quarta di copertina si legge: “Ancora dodici luoghi in cerca d’autore, ancora dodici mesi in cerca di voce, e, arrivati alla terza edizione, ancora una volta la voce è stata trovata, e i luoghi hanno trovato autrici e autori. Dodici penne che, dopo il giallo e il nero, si sono cimentate con il rosso, e, temerarie, si sono spinte in ogni angolo della Liguria di Levante; dai minuscoli borghi alla città, dai paesi turistici a quelli innevati, dalle cave al mare per setacciare ogni più inaspettato anfratto dove il crimine è capace di annidarsi…”.

La prefazione è di Bruno Morchio, il più rappresentativo noirista ligure, che così scrive: “… Dopo il giallo (come il Golfo) e il nero (come la Luna) arriva ora Rosso come il Levante, raccolta di dodici racconti in parte polizieschi, in parte noir, che si svolgono ciascuno in un mese dell’anno, in una sorta di lunario che accompagna il lettore in un percorso narrativo che attraversa tutte le stagioni, e racconta il territorio spezzino, da Bocca di Magra a Calice al Cornoviglio, da Vernazza a Sarzana a Cadimare.

Qual è il filo che tiene insieme questi dodici racconti? La prima evidenza è il legame con un territorio caratterizzato da un magnetismo suggestivo che ne fa una delle mete turistiche più ambite d’Italia. E, a mio parere, proprio su questo aspetto si gioca l’interesse della raccolta: i racconti “neri” fanno da contrappunto a un luogo che, nell’immaginario collettivo, è solare, magico e fascinoso; il delitto, la vicenda criminale si consuma in paesi che affacciano sul golfo dei Poeti e sul suo entroterra, determinando un implicito ossimoro, un cortocircuito semantico, perché location d’elezione della letteratura crime sono le degradate periferie urbane, i sordidi bassifondi delle città postindustriali, non i borghi e le coste toccate dalla bellezza…”.

 
 


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