Il libro inizia con la morte per suicidio di “Tussy” (Eleanor Marx) e questo può disorientare il lettore che forse si aspetterebbe di conoscere, man mano che va avanti con la lettura, il motivo per cui l’ha fatto. Ma l’intento, egregiamente riuscito da parte della scrittrice, era proprio quello di metterci davanti al fatto compiuto e portarci indietro, nel mondo a noi oscuro, della Londra di un tempo con approfonditi e sorprendenti riferimenti storici da vera esperta del periodo. Attraverso uno spettacolo realistico e affascinante e in un contesto politico in grande fermento, Tussy viene scavata nel profondo del suo animo e della sua psiche, con una minuziosità a volte anche crudele.
Nelle gravi difficoltà che incontra nella sua breve vita, Tussy non si risparmia mai, inventandosi di volta in volta lavori o attività che possono renderla indipendente o quantomeno distrarla dall’inizio del male oscuro, a lei ancora sconosciuto, ma che già la sta minando.
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