L’arrivo a Cartagine, […], e la prima impressione delle rovine è sostanzialmente quella dei viaggiatori tardo-romantici e ottocenteschi: un paesaggio piatto e deserto, con le rovine antiche appena emergenti dal suolo
L’arrivo a Cartagine, […], e la prima impressione delle rovine è sostanzialmente quella dei viaggiatori tardo-romantici e ottocenteschi: un paesaggio piatto e deserto, con le rovine antiche appena emergenti dal suolo
Un barbone che ha scelto la sua casa sulla scalinata abbandonata di una famosa scuola romana, una celebre étoile della danza alla vigilia della sua ultima esibizione, un’insegnante di ballo rimasta claudicante per un incidente che le ha stroncato la carriera, una giovane direttrice della Squadra Omicidi, appena nominata Capo della squadra mobile, in una piazza difficile come quella della Capitale
Un barbone che ha scelto la sua casa sulla scalinata abbandonata di una famosa scuola romana, una celebre étoile della danza alla vigilia della sua ultima esibizione, un’insegnante di ballo rimasta claudicante per un incidente che le ha stroncato la carriera, una giovane direttrice della Squadra Omicidi, appena nominata Capo della squadra mobile, in una piazza difficile come quella della Capitale
Immagini fotografiche e testi di scienziati, letterati, giornalisti. È il contenuto del libro a cui
stava lavorando Pietro Greco, prima della sua scomparsa, insieme con l’amico fotografo
Roberto Besana. Che ha portato a termine l’opera chiamando a raccolta 65 autori che si sono
ispirati ai suoi scatti. Sono «momenti del variabilissimo Paesaggio della nostra mente», dice
il fotografo e coautore nell’introduzione di cui pubblichiamo un estratto
Immagini fotografiche e testi di scienziati, letterati, giornalisti. È il contenuto del libro a cui
stava lavorando Pietro Greco, prima della sua scomparsa, insieme con l’amico fotografo
Roberto Besana. Che ha portato a termine l’opera chiamando a raccolta 65 autori che si sono
ispirati ai suoi scatti. Sono «momenti del variabilissimo Paesaggio della nostra mente», dice
il fotografo e coautore nell’introduzione di cui pubblichiamo un estratto
Che cosa lega un anonimo autore della Scapigliatura di fine Ottocento a uno spietato serial killer che agisce nella Milano di fine millennio? Sono le stesse macabre gesta, narrate in un manoscritto e replicate in modo assolutamente parallelo, folle e criminale da un pericoloso assassino.
Che cosa lega un anonimo autore della Scapigliatura di fine Ottocento a uno spietato serial killer che agisce nella Milano di fine millennio? Sono le stesse macabre gesta, narrate in un manoscritto e replicate in modo assolutamente parallelo, folle e criminale da un pericoloso assassino.