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La flora preistorica - I giardini del Carbonifero
mangialibri di lunedì 2 febbraio 2026
I fossili rinvenuti all’inizio del XX secolo a Rhynie, in Scozia, non sono i più antichi resti di piante vascolari conosciuti, ma sono di gran lunga i meglio conservati. Si tratta di steli pietrificati della pianta che conosciamo appunto come Rhynia gwynnevaughanii, in onore del botanico...

di David Frati

I fossili rinvenuti all’inizio del XX secolo a Rhynie, in Scozia, non sono i più antichi resti di piante vascolari conosciuti, ma sono di gran lunga i meglio conservati. Si tratta di steli pietrificati della pianta che conosciamo appunto come Rhynia gwynnevaughanii, in onore del botanico David Thomas Gwynne-Vaughan. Questi esemplari risalgono al Siluriano medio, circa 425 milioni di anni fa: si tratta quasi sicuramente dei primi organismi ad avere avuto un impatto serio sulla terra emersa con la loro diffusione, protagonisti quindi di un evento chiave dell’evoluzione di piante e animali. Nel Devoniano inferiore appaiono le Trimerofite, morfologicamente più grandi e complesse delle Riniofite: le piante cominciano a raggiungere alcune decine di centimetri di altezza. Nel frattempo fa passi da gigante la simbiosi tra funghi e piante, che dà vita alle micorrize, “un successo evolutivo senza confronti, che ha coinvolto tutte le piante che mano a mano si sono evolute. Delle circa 390.000 specie viventi oggi, di tutte le classi botaniche, sono pochissime – e solo delle Angiosperme – le famiglie che non hanno sviluppato micorrize. Il micelio fungino si collega alle radici aiutandola e ricevendo in cambio generose quantità di zuccheri. Altra collaborazione di grande successo evolutivo è quella tra funghi e alghe, ovvero i licheni, probabilmente presenti già dal Precambriano…(continua sul sito di Mangialibri)



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di David Frati

I fossili rinvenuti all’inizio del XX secolo a Rhynie, in Scozia, non sono i più antichi resti di piante vascolari conosciuti, ma sono di gran lunga i meglio conservati. Si tratta di steli pietrificati della pianta che conosciamo appunto come Rhynia gwynnevaughanii, in onore del botanico David Thomas Gwynne-Vaughan. Questi esemplari risalgono al Siluriano medio, circa 425 milioni di anni fa: si tratta quasi sicuramente dei primi organismi ad avere avuto un impatto serio sulla terra emersa con la loro diffusione, protagonisti quindi di un evento chiave dell’evoluzione di piante e animali. Nel Devoniano inferiore appaiono le Trimerofite, morfologicamente più grandi e complesse delle Riniofite: le piante cominciano a raggiungere alcune decine di centimetri di altezza. Nel frattempo fa passi da gigante la simbiosi tra funghi e piante, che dà vita alle micorrize, “un successo evolutivo senza confronti, che ha coinvolto tutte le piante che mano a mano si sono evolute. Delle circa 390.000 specie viventi oggi, di tutte le classi botaniche, sono pochissime – e solo delle Angiosperme – le famiglie che non hanno sviluppato micorrize. Il micelio fungino si collega alle radici aiutandola e ricevendo in cambio generose quantità di zuccheri. Altra collaborazione di grande successo evolutivo è quella tra funghi e alghe, ovvero i licheni, probabilmente presenti già dal Precambriano…(continua sul sito di Mangialibri)



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