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La Storia delle TV private italiane nel libro di Massimo Emanuelli
musicalnews.com di venerdì 10 aprile 2026
Con “Storia delle TV private italiane”, pubblicato da Gammarò in formato ebook al prezzo di 19 euro, Massimo Emanuelli consegna ai lettori un’opera ampia, documentata e appassionata, capace di raccontare in profondità un fenomeno che ha segnato la storia culturale e....

di Patty Bertolino

Con “Storia delle TV private italiane”, pubblicato da Gammarò in formato ebook al prezzo di 19 euro, Massimo Emanuelli consegna ai lettori un’opera ampia, documentata e appassionata, capace di raccontare in profondità un fenomeno che ha segnato la storia culturale e mediatica del Paese. Il volume, arricchito dalla prefazione di Giorgio Simonelli, dall’introduzione di Massimo Lualdi e dalla postfazione di Ettore Andenna, si presenta come una vera e propria ricostruzione sistematica dell’universo delle televisioni locali italiane, dalle origini fino all’era digitale.

L'immagine attuale non ha un testo alternativo. Il nome del file è: Libro-Tv-private.jpg

Il libro attraversa decenni di trasformazioni, partendo dalle emittenti straniere in lingua italiana e dalle prime esperienze via cavo, fino alle televisioni via etere che, soprattutto a partire dalla metà degli anni Settanta, iniziarono a moltiplicarsi in tutto il territorio nazionale. Un momento chiave, inevitabilmente al centro della narrazione, è la Sentenza della Corte Costituzionale del 28 luglio 1976, che sancì la possibilità di trasmettere in ambito locale, rompendo il monopolio e aprendo una stagione di straordinaria vitalità creativa. A questo snodo si affiancano altri passaggi fondamentali, come la Legge Mammì, che contribuì a ridefinire il sistema radiotelevisivo italiano, e il successivo passaggio dall’analogico al digitale, che ha profondamente mutato scenari e dinamiche del settore. Uno degli aspetti più rilevanti del lavoro di Emanuelli è la sua struttura capillare e analitica: le televisioni locali vengono censite e raccontate regione per regione, provincia per provincia, restituendo una geografia dettagliata e spesso sorprendente dell’etere italiano. Non si tratta solo di un elenco, ma di un vero e proprio mosaico fatto di storie, esperienze, intuizioni imprenditoriali e avventure umane. Accanto alle emittenti, trovano spazio anche i circuiti, le syndication e i network, così come gli organismi di regolazione e le associazioni di categoria, offrendo una visione completa dell’ecosistema televisivo locale. A rendere il volume ancora più vivo e coinvolgente è il ricchissimo apparato di testimonianze, che raccoglie le voci di protagonisti provenienti dai più diversi ambiti del mondo dello spettacolo, dell’informazione e della comunicazione. Tra questi emergono figure come Piero Chiambretti, Massimo Boldi, Vittorio Feltri e Iva Zanicchi, ma il valore del libro sta anche nella coralità delle testimonianze, che includono tecnici, autori, dirigenti, giornalisti e operatori spesso meno noti ma fondamentali per la costruzione di questo universo. Ne emerge un racconto collettivo che restituisce il clima di entusiasmo, improvvisazione e sperimentazione che caratterizzava le tv locali, soprattutto nei loro anni pionieristici. Proprio in questa dimensione si coglie uno degli elementi più importanti sottolineati dal libro: il ruolo delle televisioni locali come autentica palestra per talenti emergenti. In un’epoca in cui i grandi network erano ancora pochi e fortemente strutturati, le emittenti locali offrivano spazi preziosi a chi voleva iniziare una carriera nello spettacolo o nella comunicazione. Cantanti, gruppi musicali, presentatori, comici e giornalisti trovavano nelle tv di provincia un primo banco di prova, un luogo dove sperimentare linguaggi, format e stili senza le rigidità dei palinsesti nazionali. Era una televisione spesso artigianale, fatta con mezzi limitati ma con grande inventiva, in cui l’errore diventava esperienza e l’improvvisazione una risorsa. Molti dei volti che in seguito avrebbero raggiunto la notorietà sulle reti nazionali devono proprio a queste esperienze il loro apprendistato. Le tv locali funzionavano come un osservatorio privilegiato sul territorio, ma anche come un trampolino di lancio: una vetrina in cui mettersi alla prova e farsi notare. In questo senso, il libro di Emanuelli restituisce piena dignità a un sistema spesso considerato marginale, mostrando invece quanto sia stato centrale nella formazione di intere generazioni di professionisti e artisti. Allo stesso tempo, il volume evidenzia come le televisioni locali abbiano svolto un ruolo fondamentale nel raccontare le realtà territoriali, dando voce a comunità, culture e identità che difficilmente avrebbero trovato spazio nei grandi network. Informazione locale, programmi culturali, musica dal vivo, dibattiti politici: l’offerta era varia e profondamente radicata nel tessuto sociale, contribuendo a costruire un rapporto diretto e immediato con il pubblico. Con questa opera, Massimo Emanuelli conferma la sua attenzione per la storia dei media italiani, già al centro di altri suoi lavori dedicati alla radio e alla televisione.



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Con “Storia delle TV private italiane”, pubblicato da Gammarò in formato ebook al prezzo di 19 euro, Massimo Emanuelli consegna ai lettori un’opera ampia, documentata e appassionata, capace di raccontare in profondità un fenomeno che ha segnato la storia culturale e....

di Patty Bertolino

Con “Storia delle TV private italiane”, pubblicato da Gammarò in formato ebook al prezzo di 19 euro, Massimo Emanuelli consegna ai lettori un’opera ampia, documentata e appassionata, capace di raccontare in profondità un fenomeno che ha segnato la storia culturale e mediatica del Paese. Il volume, arricchito dalla prefazione di Giorgio Simonelli, dall’introduzione di Massimo Lualdi e dalla postfazione di Ettore Andenna, si presenta come una vera e propria ricostruzione sistematica dell’universo delle televisioni locali italiane, dalle origini fino all’era digitale.

L'immagine attuale non ha un testo alternativo. Il nome del file è: Libro-Tv-private.jpg

Il libro attraversa decenni di trasformazioni, partendo dalle emittenti straniere in lingua italiana e dalle prime esperienze via cavo, fino alle televisioni via etere che, soprattutto a partire dalla metà degli anni Settanta, iniziarono a moltiplicarsi in tutto il territorio nazionale. Un momento chiave, inevitabilmente al centro della narrazione, è la Sentenza della Corte Costituzionale del 28 luglio 1976, che sancì la possibilità di trasmettere in ambito locale, rompendo il monopolio e aprendo una stagione di straordinaria vitalità creativa. A questo snodo si affiancano altri passaggi fondamentali, come la Legge Mammì, che contribuì a ridefinire il sistema radiotelevisivo italiano, e il successivo passaggio dall’analogico al digitale, che ha profondamente mutato scenari e dinamiche del settore. Uno degli aspetti più rilevanti del lavoro di Emanuelli è la sua struttura capillare e analitica: le televisioni locali vengono censite e raccontate regione per regione, provincia per provincia, restituendo una geografia dettagliata e spesso sorprendente dell’etere italiano. Non si tratta solo di un elenco, ma di un vero e proprio mosaico fatto di storie, esperienze, intuizioni imprenditoriali e avventure umane. Accanto alle emittenti, trovano spazio anche i circuiti, le syndication e i network, così come gli organismi di regolazione e le associazioni di categoria, offrendo una visione completa dell’ecosistema televisivo locale. A rendere il volume ancora più vivo e coinvolgente è il ricchissimo apparato di testimonianze, che raccoglie le voci di protagonisti provenienti dai più diversi ambiti del mondo dello spettacolo, dell’informazione e della comunicazione. Tra questi emergono figure come Piero Chiambretti, Massimo Boldi, Vittorio Feltri e Iva Zanicchi, ma il valore del libro sta anche nella coralità delle testimonianze, che includono tecnici, autori, dirigenti, giornalisti e operatori spesso meno noti ma fondamentali per la costruzione di questo universo. Ne emerge un racconto collettivo che restituisce il clima di entusiasmo, improvvisazione e sperimentazione che caratterizzava le tv locali, soprattutto nei loro anni pionieristici. Proprio in questa dimensione si coglie uno degli elementi più importanti sottolineati dal libro: il ruolo delle televisioni locali come autentica palestra per talenti emergenti. In un’epoca in cui i grandi network erano ancora pochi e fortemente strutturati, le emittenti locali offrivano spazi preziosi a chi voleva iniziare una carriera nello spettacolo o nella comunicazione. Cantanti, gruppi musicali, presentatori, comici e giornalisti trovavano nelle tv di provincia un primo banco di prova, un luogo dove sperimentare linguaggi, format e stili senza le rigidità dei palinsesti nazionali. Era una televisione spesso artigianale, fatta con mezzi limitati ma con grande inventiva, in cui l’errore diventava esperienza e l’improvvisazione una risorsa. Molti dei volti che in seguito avrebbero raggiunto la notorietà sulle reti nazionali devono proprio a queste esperienze il loro apprendistato. Le tv locali funzionavano come un osservatorio privilegiato sul territorio, ma anche come un trampolino di lancio: una vetrina in cui mettersi alla prova e farsi notare. In questo senso, il libro di Emanuelli restituisce piena dignità a un sistema spesso considerato marginale, mostrando invece quanto sia stato centrale nella formazione di intere generazioni di professionisti e artisti. Allo stesso tempo, il volume evidenzia come le televisioni locali abbiano svolto un ruolo fondamentale nel raccontare le realtà territoriali, dando voce a comunità, culture e identità che difficilmente avrebbero trovato spazio nei grandi network. Informazione locale, programmi culturali, musica dal vivo, dibattiti politici: l’offerta era varia e profondamente radicata nel tessuto sociale, contribuendo a costruire un rapporto diretto e immediato con il pubblico. Con questa opera, Massimo Emanuelli conferma la sua attenzione per la storia dei media italiani, già al centro di altri suoi lavori dedicati alla radio e alla televisione.



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