Sansone Banin, che da anni spande la sua aura di affabile saggezza a due passi dalla spiaggia di Diani Beach, è uno di quei personaggi da conoscere, magari durante una rilassante vacanza nel suo boutique hotel. Un ultranovantenne dagli occhi vivi e magnetici che è un piacere stare ad ascoltare. Ma altrettanto interessante è scoprire la storia della sua adolescenza, leggendo il romanzo di formazione autobiografico che porta il suo nome (“Sansone”, Oltre Edizioni, collana Narrazioni, Pagg. 346 € 21). Un romanzo anche e soprattutto storico, che è un tuffo nel passato coloniale di una nazione che per noi italiani non è affatto sconosciuta, l'Eritrea, ma che l'autore ci fa rivivere attraverso i ricordi della sua famiglia, i pensieri di ragazzo e soprattutto una serie di personaggi tratteggiati in maniera a volte appassionata e commovente, a volte quasi leggendaria, altre ironica e divertente.
Un romanzo molto ben scritto e particolareggiato, che sorprende per la nitidezza delle innumerevoli fotografie di una memoria che sfogliando le pagine sembra molto meno lontana.
Banin, nato ad Asmara nel 1933 da una famiglia della comunità ebraica britannica ma cresciuto in mezzo agli italiani fino a sentirsi uno di loro, ultimo di 10 fratelli e orfano di padre fin dalla tenerissima età, ricostruisce un mondo oggi quasi scomparso, quello dell'Eritrea italiana, crocevia di popoli, religioni e culture. Eritrei, italiani, ebrei, arabi convivono in un equilibrio fragile ma straordinariamente vitale, mentre dall'Europa arrivano, ovattati ma inesorabili, gli echi del fascismo, delle leggi razziali e della guerra. È una società sospesa, apparentemente lontana dalla Storia con la S maiuscola, che finirà invece per esserne travolta.
Il grande pregio del libro è proprio questo: raccontare gli eventi storici senza mai trasformarsi in un saggio. Eppure certi argomenti evocati, tra le facili etichettature etnico-religiose e la paura di tempi peggiori, sono così attuali da aspettarsi parallelismi o sentenze. Invece sono le vicende della famiglia Banin, con i suoi successi imprenditoriali, le amicizie, gli amori, le rivalità e le improvvise tragedie, a fare da filo conduttore. Attraverso gli occhi del più giovane dei figli, il lettore attraversa un universo fatto di commerci, viaggi, incontri sorprendenti e personaggi memorabili, in cui la realtà assume spesso i contorni del romanzo d'avventura.
Sansone Banin, fin dallo scoppio della guerra tra Italia ed Etiopia, riesce inoltre a restituire con grande efficacia l'anima cosmopolita dell'Asmara di quegli anni, una città che fu italiana senza mai essere davvero soltanto italiana e che ancora oggi conserva tracce profonde di quella stagione. Non c'è nostalgia fine a sé stessa, ma il desiderio di conservare la memoria di una società irripetibile, con le sue contraddizioni, le sue ingiustizie e la sua straordinaria ricchezza umana.
Ci sono i protagonisti, il nonno Banin, le tre sorelle, i fratelli industriosi e playboy, l’ingegner Roberto Fermi, e poi ci sono le comparse, tantissime, tratteggiate a volte in pochissime righe, ma vivide come nelle carrellate di un film. Sembra di vederle: Andrea il pasticcere, l’amico misogino Attilio, la femme fatale Vanda Di Maggio, l’agente dell’Ovra Luciano, la professoressa Miserocchi, e una processione di soldati e colonnelli, preti e suore, amici e amori di fratelli e sorelle, così come i luoghi, a partire da “Casa Grande” in Corso del Re. In un percorso che lo porterà, a sedici anni, ad essere uno dei primi giovani della comunità ebraica asmarina a trasferirsi nel neonato Stato di Israele, nel 1949. La vita e il lavoro lo porteranno poi altre Afriche, Tanzania, Nigeria, Ghana, e infine in Kenya, dove molti italiani hanno avuto la fortuna di incontrarlo.
Chi conosce il Sansone di Diani, imprenditore alberghiero instancabile che ha contribuito allo sviluppo dell'ospitalità di lusso sulla costa keniana e che ancora oggi gestisce con la moglie Caterina l’affascinante boutique hotel Maji, scoprirà anche l'origine della sua inesauribile curiosità e della sua capacità di guardare sempre avanti.
"Sansone" è quindi molto più di un'autobiografia. È la testimonianza di un cosmopolita che pochi ricordano, il racconto di una comunità dispersa dal corso della storia e, allo stesso tempo, un romanzo di formazione capace di coinvolgere il lettore dalla prima all'ultima pagina. Un libro consigliato non solo a chi ama le storie di italiani in questo continente, ma anche a chi desidera comprendere una pagina poco conosciuta della presenza italiana nel Corno d'Africa attraverso gli occhi di chi l'ha vissuta davvero.
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