Aljoša Curavić è già stato presente su questo blog circa dieci anni fa almeno in un paio di occasioni, una delle quali riguarda un suo interessante articolo intitolato “Trasparenze di confine”...
Aljoša Curavić è già stato presente su questo blog circa dieci anni fa almeno in un paio di occasioni, una delle quali riguarda un suo interessante articolo intitolato “Trasparenze di confine”...
Un viaggio nella letteratura bresciana, alla scoperta di scrittori forse poco conosciuti dai più ma certamente portatori di una dimensione culturale e di una intensità spirituale non irrilevanti
Un viaggio nella letteratura bresciana, alla scoperta di scrittori forse poco conosciuti dai più ma certamente portatori di una dimensione culturale e di una intensità spirituale non irrilevanti
Vito Molinari, regista televisivo e teatrale di grande fama, con il suo libro Vite Maledette, edito da Gammarò, rende omaggio a cinque grandi nomi dell’arte italiana.
I protagonisti appartengono a cinque epoche diverse e sono autori di autentici capolavori di musica e pittura.
Nel libro questi artisti si raccontano post mortem come fantasmi che dall’esterno guardano ai drammi della propria vita e agli impulsi che li hanno indotti a creare le loro opere, quasi a voler riscrivere la propria vita oltre la vita.
La loro fama di artisti maledetti, del resto, accompagna con un’aura drammatica e passionale le opere che essi ci hanno lasciato e che ancora oggi evocano in noi meraviglia e il ricordo della loro drammatica esistenza; fantasmi, appunto, che manifestano la loro eternità.
Vito Molinari, regista televisivo e teatrale di grande fama, con il suo libro Vite Maledette, edito da Gammarò, rende omaggio a cinque grandi nomi dell’arte italiana.
I protagonisti appartengono a cinque epoche diverse e sono autori di autentici capolavori di musica e pittura.
Nel libro questi artisti si raccontano post mortem come fantasmi che dall’esterno guardano ai drammi della propria vita e agli impulsi che li hanno indotti a creare le loro opere, quasi a voler riscrivere la propria vita oltre la vita.
La loro fama di artisti maledetti, del resto, accompagna con un’aura drammatica e passionale le opere che essi ci hanno lasciato e che ancora oggi evocano in noi meraviglia e il ricordo della loro drammatica esistenza; fantasmi, appunto, che manifestano la loro eternità.
Non sono in molti a conoscere la vicenda storica di Maria Pasquinelli, e chi la sa, la sbandiera come un vessillo politico della Destra, anche quella più estrema, come una “pasionaria nera” del secondo conflitto mondiale e dell’immediato dopoguerra.
Personaggio sicuramente complesso e sfaccettato, la Pasquinelli, maestra elementare, fervente patriota, infarcita di miti risorgimentali e cresciuta nell’entusiasmo verso il regime e la mistica fascista, sembra volere, come in una tragedia greca, inseguire la morte, immolarsi per una causa, della quale, poi, sarà la prima a ricredersi. “Se non tornassi più” scriverà “raccomandate alla mia famiglia di non affliggersi. Ho sempre creduto che la morte per l’Ideale fosse la più bella. Dite che ho realizzato il mio sogno”. Non sono in molti a conoscere la vice
Non sono in molti a conoscere la vicenda storica di Maria Pasquinelli, e chi la sa, la sbandiera come un vessillo politico della Destra, anche quella più estrema, come una “pasionaria nera” del secondo conflitto mondiale e dell’immediato dopoguerra.
Personaggio sicuramente complesso e sfaccettato, la Pasquinelli, maestra elementare, fervente patriota, infarcita di miti risorgimentali e cresciuta nell’entusiasmo verso il regime e la mistica fascista, sembra volere, come in una tragedia greca, inseguire la morte, immolarsi per una causa, della quale, poi, sarà la prima a ricredersi. “Se non tornassi più” scriverà “raccomandate alla mia famiglia di non affliggersi. Ho sempre creduto che la morte per l’Ideale fosse la più bella. Dite che ho realizzato il mio sogno”. Non sono in molti a conoscere la vice
Settembre 1943: Maria Pasquinelli, la donna che il 10 febbraio 1947 ucciderà il generale inglese Robert de Winton per protestare contro il diktat imposto a Parigi dagli Alleati all’Italia, è insegnante a Spalato nei convulsi giorni dell’Armistizio. Le sue memorie, appena ripubblicate, raccontano le prime fasi della pulizia etnica che si sarebbe sviluppata negli anni successivi e che si basava su un odio antiitaliano più etnico che ideologico. Lo sfaldarsi delle autorità militari italiane, l’avanzata dei partigiani jugoslavi e le fucilazioni di tanti suoi colleghi. Poi l’inizio dell’occupazione ustascia della Dalmazia, favorita dai tedeschi. Un cambio di regime che per gli ultimi italiani di Spalato non fece differenza: rossi o fascisti croati, il destino non poteva essere che l’esilio
Settembre 1943: Maria Pasquinelli, la donna che il 10 febbraio 1947 ucciderà il generale inglese Robert de Winton per protestare contro il diktat imposto a Parigi dagli Alleati all’Italia, è insegnante a Spalato nei convulsi giorni dell’Armistizio. Le sue memorie, appena ripubblicate, raccontano le prime fasi della pulizia etnica che si sarebbe sviluppata negli anni successivi e che si basava su un odio antiitaliano più etnico che ideologico. Lo sfaldarsi delle autorità militari italiane, l’avanzata dei partigiani jugoslavi e le fucilazioni di tanti suoi colleghi. Poi l’inizio dell’occupazione ustascia della Dalmazia, favorita dai tedeschi. Un cambio di regime che per gli ultimi italiani di Spalato non fece differenza: rossi o fascisti croati, il destino non poteva essere che l’esilio
Arrivano parole dal jazz, di Nicola Vacca (Oltre Edizioni). Ritratti di grandi musicisti, liriche dedicate alle voci femminili che hanno reso grande il jazz...
Arrivano parole dal jazz, di Nicola Vacca (Oltre Edizioni). Ritratti di grandi musicisti, liriche dedicate alle voci femminili che hanno reso grande il jazz...