Eleanor Marx, detta Tussy, aveva un cognome che oggi sarebbe pesante da portare. Questa sua biografia ci porta nel mondo della Londra della seconda rivoluzione industriale, ripercorrendo le fasi della breve ma intensa vita di una donna che ha saputo conquistare un ruolo di rilievo nella società del tempo. Il racconto, scritto con uno stile quasi discorsivo, è arricchito da approfondimenti sul caso del presunto figlio illegittimo di Marx, in parte inediti, e da riferimenti continui alla nostra attualità. Non manca una appendice di curiosità, fatti e personaggi, nonché una bibliografia con pubblicazioni recenti.
Eleanor Marx, detta Tussy, aveva un cognome che oggi sarebbe pesante da portare. Questa sua biografia ci porta nel mondo della Londra della seconda rivoluzione industriale, ripercorrendo le fasi della breve ma intensa vita di una donna che ha saputo conquistare un ruolo di rilievo nella società del tempo. Il racconto, scritto con uno stile quasi discorsivo, è arricchito da approfondimenti sul caso del presunto figlio illegittimo di Marx, in parte inediti, e da riferimenti continui alla nostra attualità. Non manca una appendice di curiosità, fatti e personaggi, nonché una bibliografia con pubblicazioni recenti.
C’è una sorta di mitologia attorno alla città fenicia di Cartagine che nasce con la sua fondatrice, Elissa, in fuga da Tiro – siamo nel IX secolo a.C., chiamata Didone dalla popolazione della costa africana (dove infine la fuga termina) e continua con la costruzione della città nuova, Qrt Hdst secondo la toponomastica punica. I Fenici sono marinai-commercianti, alla perenne ricerca di oro e argento (così li descrivono Erodoto e Diodoro Siculo), seguaci di dèi sanguinari: ma forse qui il mito dei tophet – uno è visibile sull’isola di Mozia, di fronte a Marsala – cioè i cimiteri che conterrebbero i resti di infanti sacrificati – deve la sua origine più a una storiografia greca “partigiana”, e ai romanzi di Flaubert, che alla realtà storica.
C’è una sorta di mitologia attorno alla città fenicia di Cartagine che nasce con la sua fondatrice, Elissa, in fuga da Tiro – siamo nel IX secolo a.C., chiamata Didone dalla popolazione della costa africana (dove infine la fuga termina) e continua con la costruzione della città nuova, Qrt Hdst secondo la toponomastica punica. I Fenici sono marinai-commercianti, alla perenne ricerca di oro e argento (così li descrivono Erodoto e Diodoro Siculo), seguaci di dèi sanguinari: ma forse qui il mito dei tophet – uno è visibile sull’isola di Mozia, di fronte a Marsala – cioè i cimiteri che conterrebbero i resti di infanti sacrificati – deve la sua origine più a una storiografia greca “partigiana”, e ai romanzi di Flaubert, che alla realtà storica.
Il libro inizia con la morte per suicidio di “Tussy” (Eleanor Marx) e questo può disorientare il lettore che forse si aspetterebbe di conoscere, man mano che va avanti con la lettura, il motivo per cui l’ha fatto. Ma l’intento, egregiamente riuscito da parte della scrittrice, era proprio quello di metterci davanti al fatto compiuto e portarci indietro, nel mondo a noi oscuro, della Londra di un tempo con approfonditi e sorprendenti riferimenti storici da vera esperta del periodo. Attraverso uno spettacolo realistico e affascinante e in un contesto politico in grande fermento, Tussy viene scavata nel profondo del suo animo e della sua psiche, con una minuziosità a volte anche crudele.
Nelle gravi difficoltà che incontra nella sua breve vita, Tussy non si risparmia mai, inventandosi di volta in volta lavori o attività che possono renderla indipendente o quantomeno distrarla dall’inizio del male oscuro, a lei ancora sconosciuto, ma che già la sta minando.
Il libro inizia con la morte per suicidio di “Tussy” (Eleanor Marx) e questo può disorientare il lettore che forse si aspetterebbe di conoscere, man mano che va avanti con la lettura, il motivo per cui l’ha fatto. Ma l’intento, egregiamente riuscito da parte della scrittrice, era proprio quello di metterci davanti al fatto compiuto e portarci indietro, nel mondo a noi oscuro, della Londra di un tempo con approfonditi e sorprendenti riferimenti storici da vera esperta del periodo. Attraverso uno spettacolo realistico e affascinante e in un contesto politico in grande fermento, Tussy viene scavata nel profondo del suo animo e della sua psiche, con una minuziosità a volte anche crudele.
Nelle gravi difficoltà che incontra nella sua breve vita, Tussy non si risparmia mai, inventandosi di volta in volta lavori o attività che possono renderla indipendente o quantomeno distrarla dall’inizio del male oscuro, a lei ancora sconosciuto, ma che già la sta minando.
Carla Boroni parla del suo nuovo
lavoro «Favole e fiabe di scrittori
della letteratura italiana»
Non solo Esopo, Fedro, La Fontaine, «Le mille e una notte », i Grimm, Collodi o Gianni Rodari: la favola in ogni tempo ha sedotto gli scrittori, e il Novecento italiano è ricco di autori famosi che si sono cimentati con la sua facile - apparentemente - struttura. La scrittrice Carla Boroni, professore associato di Letteratura contemporanea all’Università Cattolica del Sacro Cuore di Brescia, in uno studio molto interessante è andata alla scoperta di quelle che sono «Lenostre favole», selezionando ben 50 «Favole e fiabe di scrittori della letteratura italiana» (Gammarò Edizioni, XIV-376 pagine, 21 euro). «Il libro - premette la prof.Boroni - si propone di far rivivere favola e fiaba del passato attraverso alcuni scrittori del Novecento quali Gozzano, Palazzeschi, Moravia, Rigoni Stern, Arpino, Malerba, Papini, Elsa Morante, Soffici, Tonino Guerra,Camilleri e tanti altri, tutti "pezzi da novanta" della letteratura contemporanea. I testi, scelti con attenzione, possono servire per costruire unità di apprendimento per i bimbi della scuola primaria e dell’infanzia. La severità di tanti di questi poeti e prosatori nulla toglie alla freschezza delle composizioni proposte. A margine di ogni racconto sono proposti una nota biografica e qualche suggerimento per il lavoro in classe».
Carla Boroni parla del suo nuovo
lavoro «Favole e fiabe di scrittori
della letteratura italiana»
Non solo Esopo, Fedro, La Fontaine, «Le mille e una notte », i Grimm, Collodi o Gianni Rodari: la favola in ogni tempo ha sedotto gli scrittori, e il Novecento italiano è ricco di autori famosi che si sono cimentati con la sua facile - apparentemente - struttura. La scrittrice Carla Boroni, professore associato di Letteratura contemporanea all’Università Cattolica del Sacro Cuore di Brescia, in uno studio molto interessante è andata alla scoperta di quelle che sono «Lenostre favole», selezionando ben 50 «Favole e fiabe di scrittori della letteratura italiana» (Gammarò Edizioni, XIV-376 pagine, 21 euro). «Il libro - premette la prof.Boroni - si propone di far rivivere favola e fiaba del passato attraverso alcuni scrittori del Novecento quali Gozzano, Palazzeschi, Moravia, Rigoni Stern, Arpino, Malerba, Papini, Elsa Morante, Soffici, Tonino Guerra,Camilleri e tanti altri, tutti "pezzi da novanta" della letteratura contemporanea. I testi, scelti con attenzione, possono servire per costruire unità di apprendimento per i bimbi della scuola primaria e dell’infanzia. La severità di tanti di questi poeti e prosatori nulla toglie alla freschezza delle composizioni proposte. A margine di ogni racconto sono proposti una nota biografica e qualche suggerimento per il lavoro in classe».
Roma. Novembre-dicembre 1998. C’è una strana nebbia in città, spetta all’attempato scattante commissario Gigi Marè decifrare l’omicidio di un economista, l’amico e Maestro professor Nicola Cusano, corpo senza vita riverso nella poltrona dietro la scrivania, camicia bianca lordata di sangue, testa reclinata sul petto, profilo sconciato da un colpo d’arma tirato a bruciapelo. Il sor Bruno, portiere della palazzina in via Annia Faustina, ha avvisato la polizia; l’ispettore napoletano Gennaro Zocchi si è precipitato a chiamarlo in Questura; è accorso, nel dolore. L’esordio della bella serie del grande Mario Quattrucci (Velletri, 1936) uscì poco più di venti anni fa, viene ora ripubblicato con una prefazione aggiornata dell’autore che ricostruisce la spinta a scrivere fiction quando rinunciò a tutti gli incarichi ed onori istituzionali all’inizio dei Novanta, la genesi del personaggio, il genere, la lingua, i nomi, Marè in onore del poeta Mauro, Giggetto in onore del nonno. Godibile.
Roma. Novembre-dicembre 1998. C’è una strana nebbia in città, spetta all’attempato scattante commissario Gigi Marè decifrare l’omicidio di un economista, l’amico e Maestro professor Nicola Cusano, corpo senza vita riverso nella poltrona dietro la scrivania, camicia bianca lordata di sangue, testa reclinata sul petto, profilo sconciato da un colpo d’arma tirato a bruciapelo. Il sor Bruno, portiere della palazzina in via Annia Faustina, ha avvisato la polizia; l’ispettore napoletano Gennaro Zocchi si è precipitato a chiamarlo in Questura; è accorso, nel dolore. L’esordio della bella serie del grande Mario Quattrucci (Velletri, 1936) uscì poco più di venti anni fa, viene ora ripubblicato con una prefazione aggiornata dell’autore che ricostruisce la spinta a scrivere fiction quando rinunciò a tutti gli incarichi ed onori istituzionali all’inizio dei Novanta, la genesi del personaggio, il genere, la lingua, i nomi, Marè in onore del poeta Mauro, Giggetto in onore del nonno. Godibile.
Segnali positivi per il 2021: cambia lo spirito del tempo
Interrogare lo Zodiaco e consultare l’andamento astrale dei vari segni può rappresentare un metodo efficace per esorcizzare paure e preoccupazioni, al termine di un anno complicato e doloroso come quello ormai avviato all’epilogo. Il bel libro “Diario delle stelle 2021” di Duska Bisconti – autrice italo-croata qui alla seconda prova letteraria in campo astrologico – non è il solito manuale per interpretare un tema natale, leggere i transiti, studiare le posizioni di pianeti celesti o consultare l’ascendente, bensì costituisce un’attenta analisi, organizzata e sistemica, del 2021, considerato anno spartiacque tra il vecchio e il nuovo mondo.
Segnali positivi per il 2021: cambia lo spirito del tempo
Interrogare lo Zodiaco e consultare l’andamento astrale dei vari segni può rappresentare un metodo efficace per esorcizzare paure e preoccupazioni, al termine di un anno complicato e doloroso come quello ormai avviato all’epilogo. Il bel libro “Diario delle stelle 2021” di Duska Bisconti – autrice italo-croata qui alla seconda prova letteraria in campo astrologico – non è il solito manuale per interpretare un tema natale, leggere i transiti, studiare le posizioni di pianeti celesti o consultare l’ascendente, bensì costituisce un’attenta analisi, organizzata e sistemica, del 2021, considerato anno spartiacque tra il vecchio e il nuovo mondo.