Al di là del talento poetico, inconsueto, amo la figura di Arsenij Tarkovskij perché ha qualcosa di ritirato in sé, di incompiuto e di imparziale. Presenta un vuoto in cui nessun biografo può fare ingresso. Una cava. È avvolto da velami, Tarkovskij. La sua esistenza sembra svolgersi in una casa accanto alla Storia, una casa con il giardino che non dà sulla via principale. Un giardino in cui festeggiare i propri cinquant’anni, senza che nessuno lo sappia.
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