Tra i racconti immediatamente post-bellici che mettono alla berlina il trasformismo di un’Italia prima convintamente fascista e un attimo dopo entusiasta ammiratrice della democrazia, quello che ha come protagonista l’impiegato Aldo Piscitello è una amara ed ironica riflessione sulla fragilità di un singolo che non ha il coraggio di imporsi, finendo per diventare il capro espiatorio delle logiche opportunistiche della massa