In una lettera ad Alessandro Spina, è il 1964, Cristina Campo scrive dell’“orrore della solitudine”, del “terrore della compagnia non perfetta”. Scrive che “stavolta sono davvero malata”: preda di strane agnizioni, di profetiche trafitture. Sente che il padre è roso dalla malattia. Morirà l’anno dopo, Guido Guerrini, sulla soglia dell’estate. “Mio padre è morto con […]
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