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luned 30 aprile 2018


L'8 maggio è prevista l'uscita nelle librerie di Dalla Sirte a casa mia di Marcello Venturi, per i tipi di Gammarò edizioni, nella collana "I classici".

Marcello Venturi (Seravezza, 21 aprile 1925 – Molare, 21 aprile 2008) è stato uno scrittore e giornalista italiano esponente del neorealismo. Durante la Seconda Guerra Mondiale prese attivamente parte alla Resistenza italiana, che poi divenne uno dei temi fondamentali delle sue prime opere. Risulta prolifico autore di racconti.
Il suo esordio letterario avvenne nel 1945 sulla rivista settimanale Il Politecnico di Elio Vittorini, con il racconto Estate che mai dimenticheremo. Nel 1946 vinse ex aequo con Italo Calvino un premio bandito dal quotidiano l'Unità di Genova che gli fu assegnato da Enrico Ardù. Il premio era riservato a racconti inediti di ambientazione resistenziale. I suoi racconti di quel periodo sono stati raccolti nel 1995 nel volume Cinque minuti di tempo (edito da Greco & Greco).
Venturi alternò per molti anni l'attività letteraria con quella giornalistica, lavorando presso l'Unità e presso la casa editrice Feltrinelli, dove diresse la collana dell'“Universale Economica”.
Il suo romanzo più noto è sicuramente Bandiera bianca a Cefalonia, uno dei primi testi che — fra storia e letteratura — abbiano riportato all'attenzione generale il caso dell'eccidio di Cefalonia (pubblicato nel 1963, il romanzo è stato edito nuovamente nel 2004 da Mondadori). Nel 1980 vinse il Premio "Cento per Collefiorito".
Con il libro Sconfitti sul campo vinse il Premio Stresa di Narrativa nel 1982. Parte dei suoi romanzi sono ambientati nell'Appennino tosco-ligure, un territorio che gli fu familiare fin dall'infanzia — come Il giorno e l'ora (De Agostini, 1987) —, mentre il romanzo Gorkij 8 interno 106 è dedicato a Julia Abramovna Dobrovol'skaja.
Uscì dal Partito Comunista, nel quale militava, dopo i fatti d'Ungheria, così come lasciò la casa editrice Feltrinelli dopo la morte di Giangiacomo Feltrinelli, per dissapori con Nanni Balestrini.
Dal 1960 fu sposo di Camilla Salvago Raggi.

IL LIBRO
Nel decennale della scomparsa di Marcello Venturi, autore del famoso romanzo Bandiera bianca a Cefalonia (1963) viene ripubblicato a cura di Francesco De Nicola il suo ormai introvabile libro d’esordio, Dalla Sirte a casa mia (1952), i cui due lunghi racconti rappresentano l’atto conclusivo e più alto della sua stagione neorealista, che si era espressa in decine di racconti pubblicati sulle terze pagine dei giornali. Su questi il giudizio di Italo Calvino scritto nel 1947 rimane tuttora uno dei più pertinenti per dichiararne le grandi qualità narrative:

"Venturi è il vero scrittore partigiano, eroico e corale insieme, emotivo eppure scarno, senza pudore della propria commossa tragicità [...]. È il narratore che racconta, spesso con popolaresca ingenuità, le emozioni collettive".

E doti di “ingenuità e lirismo” arricchite ancora anni dopo “dalla freschezza entusiasta del ‘45” riconoscerà in lui Elio Vittorini, che lo aveva scoperto ventenne e fatto esordire sulle pagine del suo prestigioso Politecnico.
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luned 30 aprile 2018
DALLA SIRTE A CASA MIA di Marcello Venturi


L'8 maggio è prevista l'uscita nelle librerie di Dalla Sirte a casa mia di Marcello Venturi, per i tipi di Gammarò edizioni, nella collana "I classici".

Marcello Venturi (Seravezza, 21 aprile 1925 – Molare, 21 aprile 2008) è stato uno scrittore e giornalista italiano esponente del neorealismo. Durante la Seconda Guerra Mondiale prese attivamente parte alla Resistenza italiana, che poi divenne uno dei temi fondamentali delle sue prime opere. Risulta prolifico autore di racconti.
Il suo esordio letterario avvenne nel 1945 sulla rivista settimanale Il Politecnico di Elio Vittorini, con il racconto Estate che mai dimenticheremo. Nel 1946 vinse ex aequo con Italo Calvino un premio bandito dal quotidiano l'Unità di Genova che gli fu assegnato da Enrico Ardù. Il premio era riservato a racconti inediti di ambientazione resistenziale. I suoi racconti di quel periodo sono stati raccolti nel 1995 nel volume Cinque minuti di tempo (edito da Greco & Greco).
Venturi alternò per molti anni l'attività letteraria con quella giornalistica, lavorando presso l'Unità e presso la casa editrice Feltrinelli, dove diresse la collana dell'“Universale Economica”.
Il suo romanzo più noto è sicuramente Bandiera bianca a Cefalonia, uno dei primi testi che — fra storia e letteratura — abbiano riportato all'attenzione generale il caso dell'eccidio di Cefalonia (pubblicato nel 1963, il romanzo è stato edito nuovamente nel 2004 da Mondadori). Nel 1980 vinse il Premio "Cento per Collefiorito".
Con il libro Sconfitti sul campo vinse il Premio Stresa di Narrativa nel 1982. Parte dei suoi romanzi sono ambientati nell'Appennino tosco-ligure, un territorio che gli fu familiare fin dall'infanzia — come Il giorno e l'ora (De Agostini, 1987) —, mentre il romanzo Gorkij 8 interno 106 è dedicato a Julia Abramovna Dobrovol'skaja.
Uscì dal Partito Comunista, nel quale militava, dopo i fatti d'Ungheria, così come lasciò la casa editrice Feltrinelli dopo la morte di Giangiacomo Feltrinelli, per dissapori con Nanni Balestrini.
Dal 1960 fu sposo di Camilla Salvago Raggi.

IL LIBRO
Nel decennale della scomparsa di Marcello Venturi, autore del famoso romanzo Bandiera bianca a Cefalonia (1963) viene ripubblicato a cura di Francesco De Nicola il suo ormai introvabile libro d’esordio, Dalla Sirte a casa mia (1952), i cui due lunghi racconti rappresentano l’atto conclusivo e più alto della sua stagione neorealista, che si era espressa in decine di racconti pubblicati sulle terze pagine dei giornali. Su questi il giudizio di Italo Calvino scritto nel 1947 rimane tuttora uno dei più pertinenti per dichiararne le grandi qualità narrative:

"Venturi è il vero scrittore partigiano, eroico e corale insieme, emotivo eppure scarno, senza pudore della propria commossa tragicità [...]. È il narratore che racconta, spesso con popolaresca ingenuità, le emozioni collettive".

E doti di “ingenuità e lirismo” arricchite ancora anni dopo “dalla freschezza entusiasta del ‘45” riconoscerà in lui Elio Vittorini, che lo aveva scoperto ventenne e fatto esordire sulle pagine del suo prestigioso Politecnico.
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