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'Mala morte a San Nicolao
Mondadoristore di mercoled 1 settembre 2021
Cosa ci fa quel morto ammazzato, sepolto diversamente dagli altri nel cimitero dell'antico Hospitale sopra Sestri Levante? Mala morte a San Nicolao, indagine archeologica e racconto di un omicidio medievale, un libro doppio, per met ricerca scientifica e per met fantasia, pubblicato dalle sestresi Oltre Edizioni con tante illustrazioni, ben 22 a colori, a firma disgiunta...

di max2020
Cosa ci fa quel morto ammazzato, sepolto diversamente dagli altri nel cimitero dell'antico Hospitale sopra Sestri Levante? Mala morte a San Nicolao, indagine archeologica e racconto di un omicidio medievale, è un libro doppio, per metà ricerca scientifica e per metà fantasia, pubblicato dalle sestresi Oltre Edizioni con tante illustrazioni, ben 22 a colori, a firma disgiunta. Infatti, non è un lavoro a quattro mani, ma l'abbinamento di due testi distinti e indipendenti, sebbene a supporto reciproco, in un'insolita proposta editoriale, saggistica e narrativa allo stesso tempo, in contenitori separati. Uno, San Nicolao di Pietra Colice indagine archeologica su un caso di omicidio, è la ricerca scientifica di Fabrizio Benente, docente universitario a Genova (archeologia cristiana e medievale), protagonista di scavi in diversi paesi del Mediterraneo, con all'attivo mostre, eventi culturali, monografie, saggi e testi di narrativa. Quella letteraria, ispirata dalla ricostruzione dell'amico accademico, è invece materia di Mario Dentone, scrittore ligure di racconti e romanzi di mare, oltre 400. Insieme, un giallo storico e un racconto del mistero, che dividono la scena in parti uguali, visto che il saggio misura 100 pagine e 110 l''ipotesi narrativa su quella morte, il racconto di quello che potrebbe essere successo lassù,. L'attenzione scientifica è stata attratta da una sepoltura in particolare, nel cimitero esterno alla chiesa del complesso ospedaliero, attivo dal XII al XIV secolo sulla via Francigena, verso il Passo del Bracco. Rinvenuta nel 2006, conteneva uno scheletro maschile, mai esumato fino al ritrovamento. La salma è composta nel decubito dorsale delle altre, ma le braccia non sono lungo i fianchi o sull'addome e l'orientamento è diverso. L'età si stima tra i 20 e 25 anni. Altezza 1 metro e 66. Le ossa mostrano tracce evidenti di morte violenta: 21 fendenti d'arma da taglio hanno impresso lesioni vistose. Colpi brutali, inferti con accanimento da due persone almeno, le lame sono più d'una. Al di là del lavoro di scavo, ricerca e catalogazione, la curiosità dell'archeologo si è concentrata sul deceduto di morte violenta. Benente parla di cold case, tuttora irrisolto però, perchè il lavoro dell'archeologo non potrà mai fornire la ricostruzione del delitto. E dove le discipline scientifiche non possono dare risposte, ha cittadinanza la fantasia dello scrittore. Dentone ha visitato il sito, respirato l'aria in quota, a quasi 900 metri sul livello del mare, in quella che può ritenersi l'antica Pietra, menzionata nelle fonti scritte del XIII secolo. All'autore, è consentito allontanarsi dalla fedeltà storica e imboccare la strada della pura immaginazione. Spazio perciò al c'era una volta, nell'elaborazione di quello che possa essere stato, sulla base delle indicazioni dello stesso Benente. Se non plausibile, una libera interpretazione almeno complice della realtà. In un rigido inverno tra il 1300 e il 1400, un monaco alloggia nell'hospitale due famiglie: marito e moglie ancora giovani, bloccati dal gelo in viaggio per Parma con due figli di 7 e 11 anni e una coppia di anziani, 86 anni lui 78 lei. Non ci si aspetti nomi: assegnare un'identità più precisa avrebbe alterato un contributo di pura invenzione, la natura quasi fiabesca che l'autore ha voluto dare al suo racconto lungo o romanzo breve. Un altro ragazzo, un tredicenne di quelle parti, arriva trafelato gridando di un morto ammazzato, sotto la verticale rocciosa del monte. È rigido come una pietra, colpito fino allo scempio anche dopo l'ultimo respiro, a faccia in giù sul sangue abbondante, sparso intorno sulla neve. Veste abiti non comuni e al monaco sembra fin troppo giovane, bello, biondo coi capelli lunghi, sui 25 anni. Saranno stati i briganti. Tocca scavargli l'ultimo giaciglio, per sottrarlo alle bestie. Sono stati davvero i briganti? No, secondo lo scrittore.


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Mondadoristore - mercoled 1 settembre 2021
Cosa ci fa quel morto ammazzato, sepolto diversamente dagli altri nel cimitero dell'antico Hospitale sopra Sestri Levante? Mala morte a San Nicolao, indagine archeologica e racconto di un omicidio medievale, un libro doppio, per met ricerca scientifica e per met fantasia, pubblicato dalle sestresi Oltre Edizioni con tante illustrazioni, ben 22 a colori, a firma disgiunta...

di max2020
Cosa ci fa quel morto ammazzato, sepolto diversamente dagli altri nel cimitero dell'antico Hospitale sopra Sestri Levante? Mala morte a San Nicolao, indagine archeologica e racconto di un omicidio medievale, è un libro doppio, per metà ricerca scientifica e per metà fantasia, pubblicato dalle sestresi Oltre Edizioni con tante illustrazioni, ben 22 a colori, a firma disgiunta. Infatti, non è un lavoro a quattro mani, ma l'abbinamento di due testi distinti e indipendenti, sebbene a supporto reciproco, in un'insolita proposta editoriale, saggistica e narrativa allo stesso tempo, in contenitori separati. Uno, San Nicolao di Pietra Colice indagine archeologica su un caso di omicidio, è la ricerca scientifica di Fabrizio Benente, docente universitario a Genova (archeologia cristiana e medievale), protagonista di scavi in diversi paesi del Mediterraneo, con all'attivo mostre, eventi culturali, monografie, saggi e testi di narrativa. Quella letteraria, ispirata dalla ricostruzione dell'amico accademico, è invece materia di Mario Dentone, scrittore ligure di racconti e romanzi di mare, oltre 400. Insieme, un giallo storico e un racconto del mistero, che dividono la scena in parti uguali, visto che il saggio misura 100 pagine e 110 l''ipotesi narrativa su quella morte, il racconto di quello che potrebbe essere successo lassù,. L'attenzione scientifica è stata attratta da una sepoltura in particolare, nel cimitero esterno alla chiesa del complesso ospedaliero, attivo dal XII al XIV secolo sulla via Francigena, verso il Passo del Bracco. Rinvenuta nel 2006, conteneva uno scheletro maschile, mai esumato fino al ritrovamento. La salma è composta nel decubito dorsale delle altre, ma le braccia non sono lungo i fianchi o sull'addome e l'orientamento è diverso. L'età si stima tra i 20 e 25 anni. Altezza 1 metro e 66. Le ossa mostrano tracce evidenti di morte violenta: 21 fendenti d'arma da taglio hanno impresso lesioni vistose. Colpi brutali, inferti con accanimento da due persone almeno, le lame sono più d'una. Al di là del lavoro di scavo, ricerca e catalogazione, la curiosità dell'archeologo si è concentrata sul deceduto di morte violenta. Benente parla di cold case, tuttora irrisolto però, perchè il lavoro dell'archeologo non potrà mai fornire la ricostruzione del delitto. E dove le discipline scientifiche non possono dare risposte, ha cittadinanza la fantasia dello scrittore. Dentone ha visitato il sito, respirato l'aria in quota, a quasi 900 metri sul livello del mare, in quella che può ritenersi l'antica Pietra, menzionata nelle fonti scritte del XIII secolo. All'autore, è consentito allontanarsi dalla fedeltà storica e imboccare la strada della pura immaginazione. Spazio perciò al c'era una volta, nell'elaborazione di quello che possa essere stato, sulla base delle indicazioni dello stesso Benente. Se non plausibile, una libera interpretazione almeno complice della realtà. In un rigido inverno tra il 1300 e il 1400, un monaco alloggia nell'hospitale due famiglie: marito e moglie ancora giovani, bloccati dal gelo in viaggio per Parma con due figli di 7 e 11 anni e una coppia di anziani, 86 anni lui 78 lei. Non ci si aspetti nomi: assegnare un'identità più precisa avrebbe alterato un contributo di pura invenzione, la natura quasi fiabesca che l'autore ha voluto dare al suo racconto lungo o romanzo breve. Un altro ragazzo, un tredicenne di quelle parti, arriva trafelato gridando di un morto ammazzato, sotto la verticale rocciosa del monte. È rigido come una pietra, colpito fino allo scempio anche dopo l'ultimo respiro, a faccia in giù sul sangue abbondante, sparso intorno sulla neve. Veste abiti non comuni e al monaco sembra fin troppo giovane, bello, biondo coi capelli lunghi, sui 25 anni. Saranno stati i briganti. Tocca scavargli l'ultimo giaciglio, per sottrarlo alle bestie. Sono stati davvero i briganti? No, secondo lo scrittore.


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