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In tela d’imperatore
Le letture di Adso di martedģ 12 ottobre 2021
Nel romanzo di Mino Lorusso si alterna la narrazione di due periodi storici differenti: il Settecento e i giorni nostri. Nella prima cornice temporale seguiamo la storia di un gesuita milanese, Padre Crivelli, confrssore spirituale di tre mistiche, abituato ad utilizzare la misura e la sua vasta cultura per comprendere il mondo e i suoi misteri. A lui viene affidato anche il compito di approfondire e verificare alcuni eventi miracolosi, come guarigioni ed apparizioni.

Autore: Mino Lorusso

Editore: Oltre editore

Genere: Narrativa

Data di pubblicazione: Agosto 2021

Pagine: 174

Prezzo: 16€

Valutazione: 3,5/5

Nel romanzo di Mino Lorusso si alterna la narrazione di due periodi storici differenti: il Settecento e i giorni nostri. Nella prima cornice temporale seguiamo la storia di un gesuita milanese, Padre Crivelli, confrssore spirituale di tre mistiche, abituato ad utilizzare la misura e la sua vasta cultura per comprendere il mondo e i suoi misteri. A lui viene affidato anche il compito di approfondire e verificare alcuni eventi miracolosi, come guarigioni ed apparizioni.
Nell’altro filone temporale invece conosciamo un professore universitario ed esperto d’arte: spesso viene chiamato a valutare opere d’arte e ad assegnare la paternità di un quadro ad un’artista oppure ad un altro.

“Per il Professore la verificazione consisteva nell’attribuzione dell’autenticità di un’opera o della sua integrità, seguendo precisi criteri: modalità di realizzazione e utilizzo dei materiali, canoni conformi ad un gusto o a uno stile riconducibile – proprio come una cosa insegue la parola – al nome di un artista o di una scuola.”

Pur trascorrendo la sua vita in chiese e luoghi sacri, osservando immagini di santi, Madonne ed angeli in festa, può definirsi ateo ed estraneo alla religione.
Le vite dei due protagonisti saranno segnate soprattutto dall’incontro con due suore straordinarie: suor Lucia Boccardelli da Norcia e suor Chiara Isabella Fornari.

La narrazione procede intrecciando presente e passato. La scrittura è formale e ben si adatta agli argomenti trattati.
L’autore riesce a farci conoscere molti aspetti della vita di Santi e di eventi collegati alla storia della religione. Inoltre, grazie al Professore, si respira l’arte in gran parte del libro e abbiamo l’occasione di approfondire molti dettagli.
Interessanti sono anche certe riflessioni sul mondo e sulla religione.

“La devozione a priori non è pratica disdicevole. Come si sa, la massa dei fedeli è incline a ricorrere ad un santo piuttosto che ad un altro per puro tornaconto personale, al solo fine di ottenerne l’intercessione.”
“Credo sia giunto al capolinea l’illusione del progresso. Il tempo delle utopie è finito per sempre. […] L’assenza di trascendenze ha ucciso il futuro. Tutto è rivolto al presente. E il nostro presente è divenuto eterno per renderlo adattabile a tutti.”

Purtroppo però il romanzo non riesce a coinvolgere pienamente: la scrittura non cattura il lettore e sembra mancare una vera tensione che spinga chi legge a non chiudere il libro. I fatti sono descritti e narrati nei particolari ma, apparentemente, senza un obiettivo specifico, finendo per far arenare la nostra curiosità.
Un libro dunque destinato soprattutto a chi è interessato ai temi dell’arte e della religione.



leggi l'articolo integrale su Le letture di Adso
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Le letture di Adso - martedģ 12 ottobre 2021
Nel romanzo di Mino Lorusso si alterna la narrazione di due periodi storici differenti: il Settecento e i giorni nostri. Nella prima cornice temporale seguiamo la storia di un gesuita milanese, Padre Crivelli, confrssore spirituale di tre mistiche, abituato ad utilizzare la misura e la sua vasta cultura per comprendere il mondo e i suoi misteri. A lui viene affidato anche il compito di approfondire e verificare alcuni eventi miracolosi, come guarigioni ed apparizioni.

Autore: Mino Lorusso

Editore: Oltre editore

Genere: Narrativa

Data di pubblicazione: Agosto 2021

Pagine: 174

Prezzo: 16€

Valutazione: 3,5/5

Nel romanzo di Mino Lorusso si alterna la narrazione di due periodi storici differenti: il Settecento e i giorni nostri. Nella prima cornice temporale seguiamo la storia di un gesuita milanese, Padre Crivelli, confrssore spirituale di tre mistiche, abituato ad utilizzare la misura e la sua vasta cultura per comprendere il mondo e i suoi misteri. A lui viene affidato anche il compito di approfondire e verificare alcuni eventi miracolosi, come guarigioni ed apparizioni.
Nell’altro filone temporale invece conosciamo un professore universitario ed esperto d’arte: spesso viene chiamato a valutare opere d’arte e ad assegnare la paternità di un quadro ad un’artista oppure ad un altro.

“Per il Professore la verificazione consisteva nell’attribuzione dell’autenticità di un’opera o della sua integrità, seguendo precisi criteri: modalità di realizzazione e utilizzo dei materiali, canoni conformi ad un gusto o a uno stile riconducibile – proprio come una cosa insegue la parola – al nome di un artista o di una scuola.”

Pur trascorrendo la sua vita in chiese e luoghi sacri, osservando immagini di santi, Madonne ed angeli in festa, può definirsi ateo ed estraneo alla religione.
Le vite dei due protagonisti saranno segnate soprattutto dall’incontro con due suore straordinarie: suor Lucia Boccardelli da Norcia e suor Chiara Isabella Fornari.

La narrazione procede intrecciando presente e passato. La scrittura è formale e ben si adatta agli argomenti trattati.
L’autore riesce a farci conoscere molti aspetti della vita di Santi e di eventi collegati alla storia della religione. Inoltre, grazie al Professore, si respira l’arte in gran parte del libro e abbiamo l’occasione di approfondire molti dettagli.
Interessanti sono anche certe riflessioni sul mondo e sulla religione.

“La devozione a priori non è pratica disdicevole. Come si sa, la massa dei fedeli è incline a ricorrere ad un santo piuttosto che ad un altro per puro tornaconto personale, al solo fine di ottenerne l’intercessione.”
“Credo sia giunto al capolinea l’illusione del progresso. Il tempo delle utopie è finito per sempre. […] L’assenza di trascendenze ha ucciso il futuro. Tutto è rivolto al presente. E il nostro presente è divenuto eterno per renderlo adattabile a tutti.”

Purtroppo però il romanzo non riesce a coinvolgere pienamente: la scrittura non cattura il lettore e sembra mancare una vera tensione che spinga chi legge a non chiudere il libro. I fatti sono descritti e narrati nei particolari ma, apparentemente, senza un obiettivo specifico, finendo per far arenare la nostra curiosità.
Un libro dunque destinato soprattutto a chi è interessato ai temi dell’arte e della religione.



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