LIBRI EBOOK AUTORI APPROFONDIMENTI EVENTI UNIVERSITÀ ARTE & ARTISTI

Giancarlo Narciso, il Jack London italiano dal contrabbando ai romanzi d'avventura
Il Fatto Quotidiano di domenica 6 marzo 2022
Sono dawero rari in Italia i narratori che si sono cimentati con successo nel romanzo d'awentura, sebbene questo sia pur sempre il Paese che ha dato i natali a Salgari

di Massimo Novelli
Sono davvero rari in Italia i narratori che si sono cimentati con successo nel romanzo d'awentura, sebbene questo sia pur sempre il Paese che ha dato i natali a Salgari. E forse il culto che persiste per "Capitan Emilio", a oltre un secolo dalla morte, dimostra che dopo di lui c'è stato ben poco in quel campo. Con qualch~ eccezione: il grande Alberto Ongaro, per esempio, ha scritto bellissime storie awenturose; ci sono poi Marco Buticchi, Pino Cacucci, Valerio Evangelisti, e altri.

SEPPURE IGNORATO dalla critica che conta o finge di contare, o confinato ingiustamente nella cosiddetta letteratura minore di genere, bisogna rammentare quindi il giramondo milanese Giancarlo Narciso, classe 1947, che oggi dimora fra Riva del Garda e l'Indonesia. La casa editrice Oltre ha appena ristampato il suo primo romanzo, I guardiani di Wirikuta, a quasi un trentennio dalla sua pubblicazione per Granata Press.

Narciso ha vissuto un'esistenza degna di Jack London. Ha fatto tre volte il giro del mondo, da Tokyo al Kuwait, dal Nepal a San Francisco, fino a Città del Messico, all'Indonesia, a Singapore, si è esercitato nei lavori più vari: comparsa, interprete, reporter sportivo, modello, dirigente d'azienda, contrabbandiere.
Tra i suoi numerosi libri d'avventura, gialli, di spionaggio, con cui ha vinto, tra l'altro, il Premio Tedeschi e il Premio Scerbanenco, vanno ricordati Le zanzare di Zanzibar, Singapore Sling, Otherside, Incontro a Daunanda. Nell'avvincente I guardiani di Wirikuta, del 1994, Narciso rende un evidente omaggio a Il tesoro della Sierra Madre di B. Traven, il capolavoro del misterioso anarchico tedesco che si votò alla causa delle popolazioni indigene messicane,da cui John Huston trasse il memorabile film con Humphrey Bogart. Il narratore milanese, comunque, si muove con oriaginalità. Anche nel suo libro c'è la ricerca dell'oro, "il tesoro dal fallace splendore", come scrive Traven; e ci sono i cadaveri, gli indios con i loro antichi miti, gli avventurieri gringos, il peyote, le cantinas con il mescal, le donne fatali. La storia raccontata da Narciso, tuttavia, si trasforma nella geografia di un incubo, nella mappa non di un tesoro, ma di una vita destinata a bruciarsi in una solitudine sospesa fra sogno spaventoso e realtà desolata. Tutto ciò con una scrittura rapida, efficace, che nasce nell'azione. Il contrario, insomma, della molta e asfittica letteratura italiana odierna.


leggi l'articolo integrale su Il Fatto Quotidiano
SCHEDA LIBRO   |   Segnala  |  Ufficio Stampa




         
LIBRI EBOOK AUTORI APPROFONDIMENTI EVENTI UNIVERSITÀ ARTE & ARTISTI

Il Fatto Quotidiano - domenica 6 marzo 2022
Sono dawero rari in Italia i narratori che si sono cimentati con successo nel romanzo d'awentura, sebbene questo sia pur sempre il Paese che ha dato i natali a Salgari

di Massimo Novelli
Sono davvero rari in Italia i narratori che si sono cimentati con successo nel romanzo d'awentura, sebbene questo sia pur sempre il Paese che ha dato i natali a Salgari. E forse il culto che persiste per "Capitan Emilio", a oltre un secolo dalla morte, dimostra che dopo di lui c'è stato ben poco in quel campo. Con qualch~ eccezione: il grande Alberto Ongaro, per esempio, ha scritto bellissime storie awenturose; ci sono poi Marco Buticchi, Pino Cacucci, Valerio Evangelisti, e altri.

SEPPURE IGNORATO dalla critica che conta o finge di contare, o confinato ingiustamente nella cosiddetta letteratura minore di genere, bisogna rammentare quindi il giramondo milanese Giancarlo Narciso, classe 1947, che oggi dimora fra Riva del Garda e l'Indonesia. La casa editrice Oltre ha appena ristampato il suo primo romanzo, I guardiani di Wirikuta, a quasi un trentennio dalla sua pubblicazione per Granata Press.

Narciso ha vissuto un'esistenza degna di Jack London. Ha fatto tre volte il giro del mondo, da Tokyo al Kuwait, dal Nepal a San Francisco, fino a Città del Messico, all'Indonesia, a Singapore, si è esercitato nei lavori più vari: comparsa, interprete, reporter sportivo, modello, dirigente d'azienda, contrabbandiere.
Tra i suoi numerosi libri d'avventura, gialli, di spionaggio, con cui ha vinto, tra l'altro, il Premio Tedeschi e il Premio Scerbanenco, vanno ricordati Le zanzare di Zanzibar, Singapore Sling, Otherside, Incontro a Daunanda. Nell'avvincente I guardiani di Wirikuta, del 1994, Narciso rende un evidente omaggio a Il tesoro della Sierra Madre di B. Traven, il capolavoro del misterioso anarchico tedesco che si votò alla causa delle popolazioni indigene messicane,da cui John Huston trasse il memorabile film con Humphrey Bogart. Il narratore milanese, comunque, si muove con oriaginalità. Anche nel suo libro c'è la ricerca dell'oro, "il tesoro dal fallace splendore", come scrive Traven; e ci sono i cadaveri, gli indios con i loro antichi miti, gli avventurieri gringos, il peyote, le cantinas con il mescal, le donne fatali. La storia raccontata da Narciso, tuttavia, si trasforma nella geografia di un incubo, nella mappa non di un tesoro, ma di una vita destinata a bruciarsi in una solitudine sospesa fra sogno spaventoso e realtà desolata. Tutto ciò con una scrittura rapida, efficace, che nasce nell'azione. Il contrario, insomma, della molta e asfittica letteratura italiana odierna.


leggi l'articolo integrale su Il Fatto Quotidiano
SCHEDA LIBRO   |   Stampa   |   Segnala  |  Ufficio Stampa


OGT newspaper
di oggi
27/02/2026

Elogio dellutopia

Andrea Moro: Lucrezio intu la chiave del linguaggio che la ragione ancora non spiega

Origine del linguaggio: ipotesi a confronto

Annibale us davvero gli elefanti in guerra: trovata in Spagna la prima prova di 2200 anni fa

Scoperte 20 opere sconosciute di Michelangelo Buonarroti. Rivoluzionaria ricerca di Valentina Salerno

LEGGI TUTTO