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«Tempo di massacro» di Franco Enna
Corriere del Ticino di giovedģ 17 marzo 2022
Qualche tempo fa, sempre su queste pagine, č stato celebrato il centenario della nascita dello scrittore Franco Enna (pseudonimo di Franco Cannarozzo). Enna, siciliano, scrisse un centinaio di gialli...

di Sergio Roic
Qualche tempo fa, sempre su queste pagine, è stato celebrato il centenario della nascita dello scrittore Franco Enna (pseudonimo di Franco Cannarozzo). Enna, siciliano, scrisse un centinaio di gialli, buona parte dei quali ideati nella sua seconda patria, il Ticino, e per la precisione Lugano. Ecco allora un esempio della sua produzione, giacché i suoi romanzi hanno conservato fino a oggi interesse da parte di un affezionato pubblico e anche per quel che riguarda sempre nuovi editori che li ripubblicano. Tempo di massacro (Oltre Edizioni, 2019; edizione originale Mondadori del 1955) appartiene al periodo «americano» o «semiamericano» dello scrittore. Infatti, negli anni Cinquanta Franco Enna si cimentò con romanzi gialli ambientati negli Stati Uniti. In Tempo di massacro la storia si diparte dagli USA, protagonista ne è infatti l’investigatore privato italoamericano Leslie Colina, e approda, dopo un viaggio in nave, in Italia. Questo viaggio marittimo sarà fatale agli attori che compongono il romanzo, giacché sarà il luogo dell’incontro tra Dwight Dempsey, un professore di matematica americano, e lo stesso Colina. Dempsey, ex soldato americano che durante la guerra aveva combattuto in Italia, torna nella terra di Dante alla ricerca di un’antica fiamma. Leslie Colina si interessa alla storia ma, suo malgrado, rimane vittima (e non è l’unico!) di una torbida trama truffaldina e omicida messa in piedi da una banda italiana con buoni contatti anche in America. Romanzo veloce e dalle molte scazzottate e sparatorie, come usava negli anni Cinquanta, Tempo di massacro rimane godibile anche oggi per il suo ritmo tambureggiante, la prosa chiara e quel «non so che» che caratterizza il «macho» Leslie Colina, sempre alle prese con «figliole» arrendevoli, dosi crescenti di rum e whisky e l’inseparabile pistola Browning con cui risolve i complicati casi della vita criminale.


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Corriere del Ticino - giovedģ 17 marzo 2022
Qualche tempo fa, sempre su queste pagine, č stato celebrato il centenario della nascita dello scrittore Franco Enna (pseudonimo di Franco Cannarozzo). Enna, siciliano, scrisse un centinaio di gialli...

di Sergio Roic
Qualche tempo fa, sempre su queste pagine, è stato celebrato il centenario della nascita dello scrittore Franco Enna (pseudonimo di Franco Cannarozzo). Enna, siciliano, scrisse un centinaio di gialli, buona parte dei quali ideati nella sua seconda patria, il Ticino, e per la precisione Lugano. Ecco allora un esempio della sua produzione, giacché i suoi romanzi hanno conservato fino a oggi interesse da parte di un affezionato pubblico e anche per quel che riguarda sempre nuovi editori che li ripubblicano. Tempo di massacro (Oltre Edizioni, 2019; edizione originale Mondadori del 1955) appartiene al periodo «americano» o «semiamericano» dello scrittore. Infatti, negli anni Cinquanta Franco Enna si cimentò con romanzi gialli ambientati negli Stati Uniti. In Tempo di massacro la storia si diparte dagli USA, protagonista ne è infatti l’investigatore privato italoamericano Leslie Colina, e approda, dopo un viaggio in nave, in Italia. Questo viaggio marittimo sarà fatale agli attori che compongono il romanzo, giacché sarà il luogo dell’incontro tra Dwight Dempsey, un professore di matematica americano, e lo stesso Colina. Dempsey, ex soldato americano che durante la guerra aveva combattuto in Italia, torna nella terra di Dante alla ricerca di un’antica fiamma. Leslie Colina si interessa alla storia ma, suo malgrado, rimane vittima (e non è l’unico!) di una torbida trama truffaldina e omicida messa in piedi da una banda italiana con buoni contatti anche in America. Romanzo veloce e dalle molte scazzottate e sparatorie, come usava negli anni Cinquanta, Tempo di massacro rimane godibile anche oggi per il suo ritmo tambureggiante, la prosa chiara e quel «non so che» che caratterizza il «macho» Leslie Colina, sempre alle prese con «figliole» arrendevoli, dosi crescenti di rum e whisky e l’inseparabile pistola Browning con cui risolve i complicati casi della vita criminale.


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