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CONVENZIONALI: Ribelle per amore
 di marted 22 dicembre 2015


Ci sono preti-ragazzi pieni di coraggio, non inferiore a quello dei coetanei saliti in montagna; e anche di amore per l’avventura, con un po’ di follia. Fanno colpi di mano rocamboleschi. Come il ricovero in ospedale di un bambino ebreo di quattro anni (Gabriele Balconi, la cui madre è internata in un lager) per un intervento fasullo di appendicite. Segue un rapimento notturno ad opera di Giulio Uccellini e don Andrea Ghetti (che interviene con una pistola in una mano e un rosario nell’altra: un film d’azione). E così il bambino è salvo.
Ribelle per amore – Don Gnocchi nella Resistenza, Daniele Corbetta, Oltre. L’amore è inevitabile. A nullo amato amar perdona, per citare il sommo poeta. Se ami, non puoi rimanere indifferente. Se davvero il prossimo tuo ti è caro come te stesso, non puoi volgere altrove lo sguardo quando la sofferenza urla alla tua coscienza, quando il bisogno si fa accecante, quando la prevaricazione si manifesta in tutta la sua protervia sotto i tuoi occhi. Il cielo stellato sopra di te e la legge morale nel tuo cuore, sempre per prendere in prestito, rimaneggiandole un po’, parole di qualcun altro, qualcuno che sapeva bene come usarle, e come raccontare insieme il reale e l’immaginifico, il trascendente e l’immanente, la pratica e il ben dell’intelletto. Carlo Gnocchi, presbitero, educatore, scrittore, venerato come beato dalla chiesa cattolica, cappellano militare degli alpini durante la seconda guerra mondiale, sempre proteso a cercare di alleviare la pena creata dalla sofferenza e dalla miseria, innamorato dei giovani in cui vedeva il futuro e perennemente al fianco degli ultimi, è figura straordinaria, di bontà vera. La biografia (ma è riduttivo definirla così) di Corbetta, efficace sin dal titolo, e dalla bella prosa, semplice e lineare, racconta la sua storia nei dettagli, regalando al lettore anche un quadro vivido dell’Italia di quei tempi dolorosi. Da non perdere.

Gabriele Ottaviani

[leggi l'articolo originale su convenzionali.wordpress.com]


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 - marted 22 dicembre 2015


Ci sono preti-ragazzi pieni di coraggio, non inferiore a quello dei coetanei saliti in montagna; e anche di amore per l’avventura, con un po’ di follia. Fanno colpi di mano rocamboleschi. Come il ricovero in ospedale di un bambino ebreo di quattro anni (Gabriele Balconi, la cui madre è internata in un lager) per un intervento fasullo di appendicite. Segue un rapimento notturno ad opera di Giulio Uccellini e don Andrea Ghetti (che interviene con una pistola in una mano e un rosario nell’altra: un film d’azione). E così il bambino è salvo.
Ribelle per amore – Don Gnocchi nella Resistenza, Daniele Corbetta, Oltre. L’amore è inevitabile. A nullo amato amar perdona, per citare il sommo poeta. Se ami, non puoi rimanere indifferente. Se davvero il prossimo tuo ti è caro come te stesso, non puoi volgere altrove lo sguardo quando la sofferenza urla alla tua coscienza, quando il bisogno si fa accecante, quando la prevaricazione si manifesta in tutta la sua protervia sotto i tuoi occhi. Il cielo stellato sopra di te e la legge morale nel tuo cuore, sempre per prendere in prestito, rimaneggiandole un po’, parole di qualcun altro, qualcuno che sapeva bene come usarle, e come raccontare insieme il reale e l’immaginifico, il trascendente e l’immanente, la pratica e il ben dell’intelletto. Carlo Gnocchi, presbitero, educatore, scrittore, venerato come beato dalla chiesa cattolica, cappellano militare degli alpini durante la seconda guerra mondiale, sempre proteso a cercare di alleviare la pena creata dalla sofferenza e dalla miseria, innamorato dei giovani in cui vedeva il futuro e perennemente al fianco degli ultimi, è figura straordinaria, di bontà vera. La biografia (ma è riduttivo definirla così) di Corbetta, efficace sin dal titolo, e dalla bella prosa, semplice e lineare, racconta la sua storia nei dettagli, regalando al lettore anche un quadro vivido dell’Italia di quei tempi dolorosi. Da non perdere.

Gabriele Ottaviani

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