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Fuga e ritorno nella Bosnia ferita. In cerca di un riscatto
Corriere della Sera di lunedì 21 agosto 2023
Nel romanzo di Marzio Biancolino (Oltre Edizioni), il dramma della guerra, la soliàarietà dei volontari italiani, le speranze del dopo

L'intreccio. Le vicende dì fantasia, coerenti con il contesto, si uniscono a fatti realmente accaduti

di Sara Erriù
Centomila morti e oltre due milioni tra profughi e sfollati. Sono i dati della guerra civile che si è scatenata in Bosnia tra il marzo 1992 e il novembre 1995. Dietro un conflitto bellico, però, ci sono anche storie e relazioni spezzate. A riaccendere i ricordi di quegli istanti vissuti, che sono diventati parte della storia, ci pensa Marzio Biancolio in I fiori si bagnano il venerdì (Oltre edizioni). Un romanzo che raccoglie diverse vicende personali che traggono spunto da accadimenti reali. I protagonisti sono i fuggitivi bosniaci e i volontari giunti dall'Italia per aiutare a livello materiale, psicologico e sociale una terra seviziata. Non è tutto nero però quello che viene raccontato: si entra nelle pagine assistendo a un momento conviviale post-conflitto, la "Festa della rinascita" nel paesotto di Korljevo, una proiezione romanzata di Kotorsko, nel cantone di Doboj, oggi parte della Repubblica serba di Bosnia ed Erzegovina. Il romanzo, nonostante abbia alcuni elementi di fantasia compatibili con il contesto storico e ambientale, presenta fondamenti di cronaca: ne è un esempio il racconto della fuga di massa su una carovana di camion, che si basa su testimonianze dell'epoca. L'autore non è nuovo alla guerra in Bosnia: ha già scritto Sarajevo come stai? (Area51) nel 2011. Un racconto di viaggio, un reportage nelle terre del conflitto belllco, che documenta i mutamenti e le ferite che portano quei luoghi dopo la guerra. In I fiori si bagnano il venerdì si parla anche di chi torna in Bosnia dopo il conflitto: speranze, amicizie, amori, problematiche politiche e sociali che i personaggi ritrovano e con cui devono fare i conti negli anni Duemila. A impegnarsi per Korljevo anche i volontari italiani provenienti da Milano, Torino, Bergamo, Verona, che qui banno lasciato una parte di cuore: "Mi sono innamorata della vostra terra, della sua storia,
della sua gente. Voglio venire a vivere qui e darvi anche una mano a fare ripartire questo Paese così martoriato dalla guerra, lontano dal futile benessere di casa mia" afferma nel libro Gloria che, per tornare in Bosnia, da Milano, ba trascorso quindici ore in auto. Nel suo viaggio dei sentimenti e della solidarietà vuole anche ritrovare l'amato libro, da cui si è dovuta allontanare a causa della guerra. Questa che si apre è l'occasione del riscatto, per riprendere tutto da dove si è lasciato e per scrivere un nuovo capitolo della storia di questi luoghi. Per tornare a colorare i davanzali delle case con vasi di fiori.


leggi l'articolo integrale su Corriere della Sera
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Corriere della Sera - lunedì 21 agosto 2023
Nel romanzo di Marzio Biancolino (Oltre Edizioni), il dramma della guerra, la soliàarietà dei volontari italiani, le speranze del dopo

L'intreccio. Le vicende dì fantasia, coerenti con il contesto, si uniscono a fatti realmente accaduti

di Sara Erriù
Centomila morti e oltre due milioni tra profughi e sfollati. Sono i dati della guerra civile che si è scatenata in Bosnia tra il marzo 1992 e il novembre 1995. Dietro un conflitto bellico, però, ci sono anche storie e relazioni spezzate. A riaccendere i ricordi di quegli istanti vissuti, che sono diventati parte della storia, ci pensa Marzio Biancolio in I fiori si bagnano il venerdì (Oltre edizioni). Un romanzo che raccoglie diverse vicende personali che traggono spunto da accadimenti reali. I protagonisti sono i fuggitivi bosniaci e i volontari giunti dall'Italia per aiutare a livello materiale, psicologico e sociale una terra seviziata. Non è tutto nero però quello che viene raccontato: si entra nelle pagine assistendo a un momento conviviale post-conflitto, la "Festa della rinascita" nel paesotto di Korljevo, una proiezione romanzata di Kotorsko, nel cantone di Doboj, oggi parte della Repubblica serba di Bosnia ed Erzegovina. Il romanzo, nonostante abbia alcuni elementi di fantasia compatibili con il contesto storico e ambientale, presenta fondamenti di cronaca: ne è un esempio il racconto della fuga di massa su una carovana di camion, che si basa su testimonianze dell'epoca. L'autore non è nuovo alla guerra in Bosnia: ha già scritto Sarajevo come stai? (Area51) nel 2011. Un racconto di viaggio, un reportage nelle terre del conflitto belllco, che documenta i mutamenti e le ferite che portano quei luoghi dopo la guerra. In I fiori si bagnano il venerdì si parla anche di chi torna in Bosnia dopo il conflitto: speranze, amicizie, amori, problematiche politiche e sociali che i personaggi ritrovano e con cui devono fare i conti negli anni Duemila. A impegnarsi per Korljevo anche i volontari italiani provenienti da Milano, Torino, Bergamo, Verona, che qui banno lasciato una parte di cuore: "Mi sono innamorata della vostra terra, della sua storia,
della sua gente. Voglio venire a vivere qui e darvi anche una mano a fare ripartire questo Paese così martoriato dalla guerra, lontano dal futile benessere di casa mia" afferma nel libro Gloria che, per tornare in Bosnia, da Milano, ba trascorso quindici ore in auto. Nel suo viaggio dei sentimenti e della solidarietà vuole anche ritrovare l'amato libro, da cui si è dovuta allontanare a causa della guerra. Questa che si apre è l'occasione del riscatto, per riprendere tutto da dove si è lasciato e per scrivere un nuovo capitolo della storia di questi luoghi. Per tornare a colorare i davanzali delle case con vasi di fiori.


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