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*Quella voglia di vivere che non c'è più
Le frasi pi belle dei Libri... di mercoled 25 marzo 2026
Addentrarsi nelle pagine di "Quella voglia di vivere che non c'è più" di Claudio Sottocornola significa accettare l'invito a un viaggio iniziatico tra le pieghe della coscienza contemporanea...

di Giovanna Minerva Pennisi
L'opera si manifesta come un autentico flusso di pensiero, un’architettura verbale in cui l'incredibile abilità dialettica dell'autore si dispiega con una forza travolgente.
È, tuttavia, necessario avvertire il lettore: la densità della sua prosa può risultare, in alcuni passaggi, un sentiero ostico e impervio, richiedendo una dedizione che trascende la semplice consultazione.
Eppure, proprio in questa complessità risiede il fascino di un manoscritto che opera un miracoloso ricongiungimento tra mondi apparentemente inconciliabili.
Sottocornola si muove con un'agilità intellettuale sbalorditiva, districandosi tra figure che la storia e il gusto vorrebbero distanti, come le icone di Cimabue e le provocazioni rock di Vasco Rossi, svelando come essi siano in realtà uniti da un’unica radice poetica e da una medesima intenzione vitale.
Questa visione, lucida e profondamente umanistica, ci restituisce un’istantanea della società moderna priva di filtri, delineata però da una sapienza che sa smontare e rimontare incessantemente concetti e preconcetti.
Il lettore si trova immerso in una dialettica costante tra misticismo e realismo, tra i principi che ci ancorano al dovere e quel desiderio ancestrale di scampare alle sovrastrutture in cui veniamo, spesso inconsapevolmente, trascinati.
Nonostante il titolo possa suggerire un'arresa e malgrado una pervasiva amarezza che attraversa le riflessioni sulla condizione umana, l'autore non permette mai all'ombra di trionfare definitivamente.
In ogni analisi, in ogni accostamento ardito, brilla sempre un barlume di speranza, una tensione verso una luce che, seppur fioca, resta l'obiettivo ultimo del nostro esistere.
Per la sua natura analitica e la profondità dei quesiti che solleva, questo saggio è un dono prezioso per chiunque nutra una passione per la filosofia moderna, un'opera che non si limita a descrivere il mondo, ma tenta coraggiosamente di ritrovarne l'anima perduta.
©Giovanna Minerva Pennisi


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di Giovanna Minerva Pennisi
L'opera si manifesta come un autentico flusso di pensiero, un’architettura verbale in cui l'incredibile abilità dialettica dell'autore si dispiega con una forza travolgente.
È, tuttavia, necessario avvertire il lettore: la densità della sua prosa può risultare, in alcuni passaggi, un sentiero ostico e impervio, richiedendo una dedizione che trascende la semplice consultazione.
Eppure, proprio in questa complessità risiede il fascino di un manoscritto che opera un miracoloso ricongiungimento tra mondi apparentemente inconciliabili.
Sottocornola si muove con un'agilità intellettuale sbalorditiva, districandosi tra figure che la storia e il gusto vorrebbero distanti, come le icone di Cimabue e le provocazioni rock di Vasco Rossi, svelando come essi siano in realtà uniti da un’unica radice poetica e da una medesima intenzione vitale.
Questa visione, lucida e profondamente umanistica, ci restituisce un’istantanea della società moderna priva di filtri, delineata però da una sapienza che sa smontare e rimontare incessantemente concetti e preconcetti.
Il lettore si trova immerso in una dialettica costante tra misticismo e realismo, tra i principi che ci ancorano al dovere e quel desiderio ancestrale di scampare alle sovrastrutture in cui veniamo, spesso inconsapevolmente, trascinati.
Nonostante il titolo possa suggerire un'arresa e malgrado una pervasiva amarezza che attraversa le riflessioni sulla condizione umana, l'autore non permette mai all'ombra di trionfare definitivamente.
In ogni analisi, in ogni accostamento ardito, brilla sempre un barlume di speranza, una tensione verso una luce che, seppur fioca, resta l'obiettivo ultimo del nostro esistere.
Per la sua natura analitica e la profondità dei quesiti che solleva, questo saggio è un dono prezioso per chiunque nutra una passione per la filosofia moderna, un'opera che non si limita a descrivere il mondo, ma tenta coraggiosamente di ritrovarne l'anima perduta.
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