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Devitalizzazione dell’esistenza: il nuovo libro del filosofo Claudio Sottocornola
ADF News di giovedì 26 febbraio 2026
É *Quella voglia di vivere che non c’è più. Emergere dal disincanto postmoderno* il nuovo saggio di Claudio Sottocornola, filosofo e giornalista, con un titolo ispirato alla celebre canzone di Vasco Rossi, Liberi… liberi, sulla perdita del gusto di vivere

Il tema è la devitalizzazione dell’esistenza, che sembra infatti costituire ormai condizione comune nelle incarognite società occidentali, dove spersonalizzazione dei rapporti e isolamento degli individui si accompagnano a ritmi frenetici e disumani nella gestione di un tempo, fra lavoro e consumi, sempre più quantitativo e alienante.

Nel volume, pubblicato nella collana “Pensiero” di Oltre Edizioni, ci si chiede: è possibile emergere dal disincanto postmoderno che ci attanaglia, fra crisi di ogni certezza e conseguente perdita di ogni orizzonte?

Guidandoci fra le secche del non-senso che ci avvolge, l’autore attraversa con noi derive e rischi dell’attualità, fra corpi in degrado e ambizioni transumaniste, opportunismi educativi e miti emozionali, disamore per il creato e velleità tecnologico-digitali, degrado estetico e declino culturale, viaggi low cost e accidia di massa, denunciando una collettiva perdita di vitalità e speranza.

A questa analisi critica si contrappone però il compito epocale di riaprire sentieri di senso e di valore percorribili, nel nome di una fedeltà alla propria storia e, al contempo, di una irrinunciabile coscienza utopica.

Il mythos fondativo e la rigenerazione del senso

Centrale nel pensiero di Sottocornola resta la categoria di mythos fondativo, ovvero di una ermeneutica rivelatrice capace, attraverso l’umanizzazione dell’esperienza, di ridare fiato e speranza a una condizione di alienazione.

Il contatto con la propria energia profonda, con la dimensione mitica e archetipica dell’esistenza, può rigenerare e riscattare l’individuo mediante il conferimento di senso a una realtà altrimenti caotica e indecifrabile.

Nei quindici brevi saggi che compongono il volume, versione integrale di testi originariamente destinati al pubblico di due testate storiche, “Il Cenacolo” e “Missione Salute”, l’autore affianca a una lucida analisi delle distonie contemporanee una pars construens che contrappone al determinismo dominante le sfide della libertà e della responsabilità.

Centrale risulta la dimensione registica dell’essere umano, chiamato a essere artefice della propria vita e del proprio destino.

Un percorso tra filosofia, letteratura e spiritualità

Da Platone a Pico della Mirandola, da Ugo Foscolo a Giacomo Leopardi, da Agostino a Raimon Panikkar, numerosi sono i riferimenti che l’autore propone al lettore per delineare un modello antropologico in cui, sfatati molti luoghi comuni, prevale l’idea di impegno a gestire una realtà vitale ed esistenziale complessa e ambivalente, ma anche affascinante e dirompente.

Il concetto escatologico di salvezza viene tradotto e attualizzato in quello di riuscita, affermazione, compimento: una visione dinamica e protagonistica dell’esistenza, in cui al singolo compete dare senso, realizzare ordine e suscitare armonia.

Pur riconoscendo il contesto di declino che caratterizza il nostro tempo, l’autore conviene con Franco Battiato quanto sia “difficile / trovare l’alba dentro l’imbrunire” (Prospettiva Nevski, 1980).

Rinnovare lo sguardo per ritrovare la bellezza del vivere

Eppure, sostiene Sottocornola, è possibile, anzi inderogabile, attuare ciò che ci rende quotidianamente più umani e in armonia con noi stessi, con gli altri e con il mondo. Occorre rinnovare lo sguardo e scoprire la “santità ontologica delle cose”, l’incessante bellezza del tutto, le possibilità rigeneranti di una solitudine scelta, il fascino della restanza nei luoghi della memoria e dell’appartenenza, la forza dell’empatia e dell’impegno a travalicare il proprio io empirico in favore di un orizzonte più ampio.

Se il dialogo rimane lo strumento più idoneo a conseguire armonia nelle relazioni umane, l’ascolto ne rappresenta il prerequisito fondamentale: un ascolto non solo uditivo, ma ontologico, come disponibilità a lasciarsi interpellare, secondo la lezione di Heidegger, dall’enigma dell’essere e del fondamento.

Un libro sulla bellezza dell’esistenza

“Quella voglia di vivere che non c’è più” è, in definitiva, un libro su quanto sia bello vivere e sul perché valga ancora la pena farlo, anche in tempi in cui la vita sembra latitare e viene celebrata soltanto attraverso una nostalgia residua.

Informazioni e disponibilità

Per maggiori informazioni sull’autore è possibile consultare il sito ufficiale dell’autore 
http://www.claudiosottocornola-claude.com. 

Il volume “Quella voglia di vivere che non c’è più” è disponibile online su Amazon e sulle principali piattaforme online di vendita libri, oltre che ordinabile presso tutte le librerie italiane



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ADF News - giovedì 26 febbraio 2026
É *Quella voglia di vivere che non c’è più. Emergere dal disincanto postmoderno* il nuovo saggio di Claudio Sottocornola, filosofo e giornalista, con un titolo ispirato alla celebre canzone di Vasco Rossi, Liberi… liberi, sulla perdita del gusto di vivere

Il tema è la devitalizzazione dell’esistenza, che sembra infatti costituire ormai condizione comune nelle incarognite società occidentali, dove spersonalizzazione dei rapporti e isolamento degli individui si accompagnano a ritmi frenetici e disumani nella gestione di un tempo, fra lavoro e consumi, sempre più quantitativo e alienante.

Nel volume, pubblicato nella collana “Pensiero” di Oltre Edizioni, ci si chiede: è possibile emergere dal disincanto postmoderno che ci attanaglia, fra crisi di ogni certezza e conseguente perdita di ogni orizzonte?

Guidandoci fra le secche del non-senso che ci avvolge, l’autore attraversa con noi derive e rischi dell’attualità, fra corpi in degrado e ambizioni transumaniste, opportunismi educativi e miti emozionali, disamore per il creato e velleità tecnologico-digitali, degrado estetico e declino culturale, viaggi low cost e accidia di massa, denunciando una collettiva perdita di vitalità e speranza.

A questa analisi critica si contrappone però il compito epocale di riaprire sentieri di senso e di valore percorribili, nel nome di una fedeltà alla propria storia e, al contempo, di una irrinunciabile coscienza utopica.

Il mythos fondativo e la rigenerazione del senso

Centrale nel pensiero di Sottocornola resta la categoria di mythos fondativo, ovvero di una ermeneutica rivelatrice capace, attraverso l’umanizzazione dell’esperienza, di ridare fiato e speranza a una condizione di alienazione.

Il contatto con la propria energia profonda, con la dimensione mitica e archetipica dell’esistenza, può rigenerare e riscattare l’individuo mediante il conferimento di senso a una realtà altrimenti caotica e indecifrabile.

Nei quindici brevi saggi che compongono il volume, versione integrale di testi originariamente destinati al pubblico di due testate storiche, “Il Cenacolo” e “Missione Salute”, l’autore affianca a una lucida analisi delle distonie contemporanee una pars construens che contrappone al determinismo dominante le sfide della libertà e della responsabilità.

Centrale risulta la dimensione registica dell’essere umano, chiamato a essere artefice della propria vita e del proprio destino.

Un percorso tra filosofia, letteratura e spiritualità

Da Platone a Pico della Mirandola, da Ugo Foscolo a Giacomo Leopardi, da Agostino a Raimon Panikkar, numerosi sono i riferimenti che l’autore propone al lettore per delineare un modello antropologico in cui, sfatati molti luoghi comuni, prevale l’idea di impegno a gestire una realtà vitale ed esistenziale complessa e ambivalente, ma anche affascinante e dirompente.

Il concetto escatologico di salvezza viene tradotto e attualizzato in quello di riuscita, affermazione, compimento: una visione dinamica e protagonistica dell’esistenza, in cui al singolo compete dare senso, realizzare ordine e suscitare armonia.

Pur riconoscendo il contesto di declino che caratterizza il nostro tempo, l’autore conviene con Franco Battiato quanto sia “difficile / trovare l’alba dentro l’imbrunire” (Prospettiva Nevski, 1980).

Rinnovare lo sguardo per ritrovare la bellezza del vivere

Eppure, sostiene Sottocornola, è possibile, anzi inderogabile, attuare ciò che ci rende quotidianamente più umani e in armonia con noi stessi, con gli altri e con il mondo. Occorre rinnovare lo sguardo e scoprire la “santità ontologica delle cose”, l’incessante bellezza del tutto, le possibilità rigeneranti di una solitudine scelta, il fascino della restanza nei luoghi della memoria e dell’appartenenza, la forza dell’empatia e dell’impegno a travalicare il proprio io empirico in favore di un orizzonte più ampio.

Se il dialogo rimane lo strumento più idoneo a conseguire armonia nelle relazioni umane, l’ascolto ne rappresenta il prerequisito fondamentale: un ascolto non solo uditivo, ma ontologico, come disponibilità a lasciarsi interpellare, secondo la lezione di Heidegger, dall’enigma dell’essere e del fondamento.

Un libro sulla bellezza dell’esistenza

“Quella voglia di vivere che non c’è più” è, in definitiva, un libro su quanto sia bello vivere e sul perché valga ancora la pena farlo, anche in tempi in cui la vita sembra latitare e viene celebrata soltanto attraverso una nostalgia residua.

Informazioni e disponibilità

Per maggiori informazioni sull’autore è possibile consultare il sito ufficiale dell’autore 
http://www.claudiosottocornola-claude.com. 

Il volume “Quella voglia di vivere che non c’è più” è disponibile online su Amazon e sulle principali piattaforme online di vendita libri, oltre che ordinabile presso tutte le librerie italiane



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