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Pierre-Jean Remy
La notte di Ferrara

«Il tema, anzi il mito, o metafora, del viaggio fa parte dell'universo culturale dell'uomo. È sofferenza, sì, ma se in fondo all'animo è accolta, allora non è sventura, è catarsi. E se il viaggio è scoperta — di sé e d'altro — narrarlo è contribuire con inesauribile fecondità a una iniziazione.
Un ansioso e spregiudicato collezionista che non si rassegna ad abbandonare fosse solo per pochi giorni un dipinto che ha prestato per una mostra, lo accompagna da Parigi a Ferrara. Al quadro è morbosamente attaccato (vi è raffigurata un' adolescente in posa ingenua e pur maliziosa) e ne sopporta con pena il distacco per l'esposizione. L'uomo trascorre il tempo di due notti e un giorno peregrinando per Ferrara, dove gli spazi geometrici e inquietanti, razionali e misteriosi, in un continuo variare di ombre e luci, di nebbie e nitori, si popolano di presenze. Poeti e pittori che giungono da epoche differenti, dolcissime e dolenti figure che escono dalle pagine del Giardino dei Finzi-Contini, i bruti delle SS e della polizia fascista e i demoni che lacerano la coscienza del protagonista (lo stesso io narrante) lo seducono e lo tormentano, in un gioco di graduale discoprimento di inganni e di illusioni, di falsi piaceri e di equivoche memorie. La rêverie e quella che sembra realtà si mescolano, si fondono, si dilatano nei tempi dell'anima, mentre luoghi, volti, voci, hanno la assoluta dimensione del "viaggio" allucinato. Nel disfacimento delle inquiete e inappaganti ricerche del piacere, nell'incalzare del male che ritorna (la folla, i motociclisti, alcuni tristi figuri) a insidiare le poche immagini di splendore e purezza — Micòl anzitutto — nel crollo dei falsi miti e maestri, si conclude una vita vuota, che ha amato nel modo più sterile, ma ha saputo soffrire per una bellezza piagata, violata, perduta. Dissacrata Ferrara nella sua umanità più fragrante (e Bassani è pur presente per il tributo letterario e spirituale che dedicò alla città); dissacrata la donna per l'ossessiva ricerca dei maschi — che non è di piacere ma di possesso;— dissacrata la bellezza, perché le brume, le nebbie, la notte continuano a insidiarla, resta il fuoco di un sogno, un lungo sogno, che purifica mentre denuda.»
(Elvira Landò)


Questo romanzo costituisce un'opera letteraria singolare, in cui la storia, l'arte e la letteratura tessono legami così intimi con i personaggi da abolire ogni distanza.


Ufficio Stampa
Rassegna Stampa
Marchio editoriale
Gammarò edizioni
Pubblicato il 03/01/2012
pagine: 248
formato: cm. 14 x 21
copertina: softback — brossura
collana: I CLASSICI
genere: Narrativa straniera
tag: #libri #books #lettura #letteratura
ISBN: 9788896647493

Prezzo di copertina € 15.00
Prezzo promozionale € 14.25
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«Il tema, anzi il mito, o metafora, del viaggio fa parte dell'universo culturale dell'uomo. È sofferenza, sì, ma se in fondo all'animo è accolta, allora non è sventura, è catarsi. E se il viaggio è scoperta — di sé e d'altro — narrarlo è contribuire con inesauribile fecondità a una iniziazione.
Un ansioso e spregiudicato collezionista che non si rassegna ad abbandonare fosse solo per pochi giorni un dipinto che ha prestato per una mostra, lo accompagna da Parigi a Ferrara. Al quadro è morbosamente attaccato (vi è raffigurata un' adolescente in posa ingenua e pur maliziosa) e ne sopporta con pena il distacco per l'esposizione. L'uomo trascorre il tempo di due notti e un giorno peregrinando per Ferrara, dove gli spazi geometrici e inquietanti, razionali e misteriosi, in un continuo variare di ombre e luci, di nebbie e nitori, si popolano di presenze. Poeti e pittori che giungono da epoche differenti, dolcissime e dolenti figure che escono dalle pagine del Giardino dei Finzi-Contini, i bruti delle SS e della polizia fascista e i demoni che lacerano la coscienza del protagonista (lo stesso io narrante) lo seducono e lo tormentano, in un gioco di graduale discoprimento di inganni e di illusioni, di falsi piaceri e di equivoche memorie. La rêverie e quella che sembra realtà si mescolano, si fondono, si dilatano nei tempi dell'anima, mentre luoghi, volti, voci, hanno la assoluta dimensione del "viaggio" allucinato. Nel disfacimento delle inquiete e inappaganti ricerche del piacere, nell'incalzare del male che ritorna (la folla, i motociclisti, alcuni tristi figuri) a insidiare le poche immagini di splendore e purezza — Micòl anzitutto — nel crollo dei falsi miti e maestri, si conclude una vita vuota, che ha amato nel modo più sterile, ma ha saputo soffrire per una bellezza piagata, violata, perduta. Dissacrata Ferrara nella sua umanità più fragrante (e Bassani è pur presente per il tributo letterario e spirituale che dedicò alla città); dissacrata la donna per l'ossessiva ricerca dei maschi — che non è di piacere ma di possesso;— dissacrata la bellezza, perché le brume, le nebbie, la notte continuano a insidiarla, resta il fuoco di un sogno, un lungo sogno, che purifica mentre denuda.»
(Elvira Landò)


Questo romanzo costituisce un'opera letteraria singolare, in cui la storia, l'arte e la letteratura tessono legami così intimi con i personaggi da abolire ogni distanza.



PIERRE-JEAN REMY lo pseudonimo di Jean Pierre Angremy (Angoulme, 21 marzo 1937 - Parigi, 28 aprile 2010), diplomatico, romanziere e saggista. Laureato in Scienze Economiche alla Facolt di Diritto e in Sociologia alla Sorbona, nel 1963 inizia la sua carriera diplomatica che lo vedr vice console archivista a Hong-Kong, segretario d'ambasciata a Pechino e, dal 1966 al 1971, primo segretario a Londra. All'inizio del 1985 console generale a Firenze e negli anni successivi ricopre cariche sempre pi importanti: membro dell'UNESCO, direttore dell'Accademia di Francia a Roma, presidente della Bibliothque Nationale Franaise e, nel 1988, accademico di Francia.
PIERRE-JEAN REMY ha sempre affiancato alla carriera diplomatica la passione letteraria e ha pubblicato una sessantina di opere. La maggior parte dei suoi romanzi ha come sfondo i paesi nei quali ha soggiornato come diplomatico: Cina, Italia, Inghilterra; spesso trae occasione per le sue trame dall'opera lirica di cui appassionato cultore, come dal mondo della pittura e degli artisti. Tra le sue biografie ricordiamo quelle di Maria Callas e di Berlioz.
Come romanziere ama confondere realt e finzione calando entrambe in intrighi ricchi di personaggi appassionanti.
Esperienze di vita reale sono continuamente rivisitate da una fervida immaginazione. La sua prosa fluente, elegante, vivace, affascina anche per l'abilit con la quale Remy alterna periodi molto lunghi, carichi di pathos, ad espressioni superbamente concise. Pagine di struggente malinconia, incontri appassionati e sconvolgenti addii, raffinate esperienze d'arte contribuiscono a fare di Pierre-Jean Remy uno scrittore complesso e fuori dagli schemi.

Gammarò edizioni
Pubblicato il 03/01/2012
pagine: 248
formato: cm. 14 x 21
copertina: softback — brossura
collana: I CLASSICI
genere: Narrativa straniera
tag: #libri #books #lettura #letteratura
ISBN: 9788896647493

Prezzo di copertina € 15.00
Prezzo promozionale € 14.25
744
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