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Enrico Morovich
Nato nel 1906 a Pecine, presso Fiume, nel 1924 si diplomò ragioniere e cominciò a lavorare in banca. Per reagire alla monotona vita impiegatizia, che nel 1930 gli causerà una seria malattia nervosa, cominciò a dedicarsi alla scrittura, affidando alle pagine i suoi frequenti e bizzarri sogni. Accolto su periodici prestigiosi quali “La Fiera Letteraria” e “Solaria” sin dal 1929, le sue prose brevi e fantasiose comparvero sempre più spesso su giornali e settimanali di successo (“L’Ambrosiano”, “Omnibus” e “Oggi” tra gli altri) e vennero raccolte nei suoi primi tre libri (L’osteria sul torrente, 1936; Miracoli quotidiani, 1938 e I ritratti nel bosco, 1939), seguiti nel 1942 dai romanzi Contadini sui monti e L’abito verde. Passato a lavorare nei Magazzini Generali, nel 1950 lasciò Fiume e, dopo essere rimasto per qualche tempo nel campo profughi di Napoli e poi a Lugo di Romagna e a Pisa, nel 1958 si stabilì infine a Genova, assunto dal Consorzio autonomo del porto. Continuava intanto a collaborare con racconti a giornali (“La Nazione”, “Il Giornale di Brescia”) e periodici (“Il Caffè” e “Il mondo”), raccogliendoli in volumetti che uscivano presso piccole case editrici, finché sul finire degli anni Ottanta avvenne una tardiva riscoperta del suo originalissimo talento narrativo. Gli editori Sellerio, Einaudi e soprattutto Rusconi ripubblicarono suoi libri esauriti e ne ristamparono nuovi come il romanzo Piccoli amanti (1990), finalista al premio Strega, e anche diedero alle stampe i suoi ricordi giovanili in Un italiano di Fiume (1993). Trasferitosi a Chiavari nel 1990, si spense nell’ospedale della vicina cittadina di Lavagna nel 1994.



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La Morte in pantofole
Enrico Morovich
Nato nel 1906 a Pecine, presso Fiume, nel 1924 si diplomò ragioniere e cominciò a lavorare in banca. Per reagire alla monotona vita impiegatizia, che nel 1930 gli causerà una seria malattia nervosa, cominciò a dedicarsi alla scrittura, affidando alle pagine i suoi frequenti e bizzarri sogni. Accolto su periodici prestigiosi quali “La Fiera Letteraria” e “Solaria” sin dal 1929, le sue prose brevi e fantasiose comparvero sempre più spesso su giornali e settimanali di successo (“L’Ambrosiano”, “Omnibus” e “Oggi” tra gli altri) e vennero raccolte nei suoi primi tre libri (L’osteria sul torrente, 1936; Miracoli quotidiani, 1938 e I ritratti nel bosco, 1939), seguiti nel 1942 dai romanzi Contadini sui monti e L’abito verde. Passato a lavorare nei Magazzini Generali, nel 1950 lasciò Fiume e, dopo essere rimasto per qualche tempo nel campo profughi di Napoli e poi a Lugo di Romagna e a Pisa, nel 1958 si stabilì infine a Genova, assunto dal Consorzio autonomo del porto. Continuava intanto a collaborare con racconti a giornali (“La Nazione”, “Il Giornale di Brescia”) e periodici (“Il Caffè” e “Il mondo”), raccogliendoli in volumetti che uscivano presso piccole case editrici, finché sul finire degli anni Ottanta avvenne una tardiva riscoperta del suo originalissimo talento narrativo. Gli editori Sellerio, Einaudi e soprattutto Rusconi ripubblicarono suoi libri esauriti e ne ristamparono nuovi come il romanzo Piccoli amanti (1990), finalista al premio Strega, e anche diedero alle stampe i suoi ricordi giovanili in Un italiano di Fiume (1993). Trasferitosi a Chiavari nel 1990, si spense nell’ospedale della vicina cittadina di Lavagna nel 1994.





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La Morte in pantofole