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Antonio 'Nino' Zorco
Antonio Zorco, detto Nino, era nato a Fiume nel 1925 da genitori istriani di Visignano d'Istria. Renitente a qualsiasi leva,  nel 1944 venne arrestato dai tedeschi e costretto, come civile, a entrare nell'organizzazione di lavori forzati Todt in Germania, nel campo di concentramento di Muhldorf, dove restò fino alla fine della guerra e da dove tornò con mezzi di fortuna e malato in Italia, nell'agosto del 1945.
L'occupazione di Fiume da parte delle truppe titine ritardò il suo ritorno a casa.
Quando gli fu possibile, scoprì la città svuotata di amici e parenti, di tanti fiumani, e abitata da gente proveniente dalle più diverse parti della ex Jugoslavia, condizione che lo fece sentire - come ha scritto nel suo diario - "uno straniero a casa propria".
Due volte fece richiesta alle autorità jugoslave di andare in Italia: gli vennero negate.
Lavorò per tutta la vita come tecnico nella raffineria di Fiume, dove morì nel 2003.




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Ma io in guerra non ci volevo andare
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Antonio 'Nino' Zorco
Antonio Zorco, detto Nino, era nato a Fiume nel 1925 da genitori istriani di Visignano d'Istria. Renitente a qualsiasi leva,  nel 1944 venne arrestato dai tedeschi e costretto, come civile, a entrare nell'organizzazione di lavori forzati Todt in Germania, nel campo di concentramento di Muhldorf, dove restò fino alla fine della guerra e da dove tornò con mezzi di fortuna e malato in Italia, nell'agosto del 1945.
L'occupazione di Fiume da parte delle truppe titine ritardò il suo ritorno a casa.
Quando gli fu possibile, scoprì la città svuotata di amici e parenti, di tanti fiumani, e abitata da gente proveniente dalle più diverse parti della ex Jugoslavia, condizione che lo fece sentire - come ha scritto nel suo diario - "uno straniero a casa propria".
Due volte fece richiesta alle autorità jugoslave di andare in Italia: gli vennero negate.
Lavorò per tutta la vita come tecnico nella raffineria di Fiume, dove morì nel 2003.






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