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LA MELONE OSPITA LA PRESENTAZIONE DI “NON NE SAPEVO NIENTE”
Ortica Web di sabato 27 novembre 2021
Si č tenuta venerdě 12 novembre la presentazione del libro Non ne sapevo niente. Opera edita da Oltre Edizioni e scritta da Ernesto Berretti, noto scrittore civitavecchiese, personalitŕ attiva da molto nel panorama letterario locale e membro della dirigenza dell’associazione culturale Book Faces.

di Sara Sansone

Si è tenuta venerdì 12 novembre la presentazione del libro Non ne sapevo niente. Opera edita da Oltre Edizioni e scritta da Ernesto Berretti, noto scrittore civitavecchiese, personalità attiva da molto nel panorama letterario locale e membro della dirigenza dell’associazione culturale Book Faces.

L’occasione del connubio tra le volontà della dirigenza scolastica e dell’autore è stata offerta dalla ricorrenza in questi giorni della firma del Trattato di Dayton che nel 1995 sancì la fine della Guerra nei Balcani di cui l’opera di Berretti trattata magistralmente.

La Guerra nei Balcani e il periodo storico in cui si è svolta fanno parte di una pagina di storia sottovalutata dai programmi scolastici e che per ragioni di tempo o priorità difficilmente si ha l’opportunità di spiegare in aula agli alunni che restano privi di una storia tanto recente quanto necessaria per interpretare il presente. La dirigenza della Melone, consapevole di questa pericolosa lacuna, ha colto l’occasione per far conoscere questa storia attraverso gli occhi di un autore che non solo la racconta tramite la scrittura di un’opera fatta di personaggi e aneddoti, ma che l’ha vissuta in prima persona.

A fare gli onori di casa sono stati il Preside Riccardo Agresti e le professoresse Angela Nicoara e Stefania Pascucci. Un momento davvero emozionante che ha colpito particolarmente i ragazzi della classi terze a cui è stata rivolta la presentazione e che hanno animato l’evento con domande e osservazioni.

“I Baschi blu della U.E.O. parteciparono alla guerra nei Balcani per garantire il rispetto dell’embargo agli eserciti belligeranti nella ex-Iugoslavia. Nel libro ho voluto raccontare la nostra storia perché sono stato uno dei Baschi blu da maggio a dicembre del 1995 – racconta emozionato Berretti- La missione ebbe inizio nel giugno del 1993, sul Danubio, nel tratto prossimo al confine tra Romania, Serbia e Bulgaria, estrema periferia sud-occidentale romena. Noi Baschi blu del contingente internazionale UEO ci siamo ritrovati proiettati in una realtà drammatica. Con la lettura di alcuni brani del mio libro Non ne sapevo niente, si è inteso stimolare un argomento sfiorato dai programmi scolastici ma di assoluta importanza per comunità formate da popolazione multirazziale, come quella di Ladispoli.”

È proprio dall’osservazione della varietà etnica di Ladispoli che nasce il desiderio, condiviso da scuola e autore, di promuovere un messaggio di integrazione e conoscenza, volti a cancellare e combattere i pregiudizi etnici attraverso la formazione delle nuove generazioni. Entusiasta anche il Preside Agresti che ha espresso all’autore il proprio desiderio di ripetere l’esperienza visto l’interesse dei propri alunni.



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Ortica Web - sabato 27 novembre 2021
Si č tenuta venerdě 12 novembre la presentazione del libro Non ne sapevo niente. Opera edita da Oltre Edizioni e scritta da Ernesto Berretti, noto scrittore civitavecchiese, personalitŕ attiva da molto nel panorama letterario locale e membro della dirigenza dell’associazione culturale Book Faces.

di Sara Sansone

Si è tenuta venerdì 12 novembre la presentazione del libro Non ne sapevo niente. Opera edita da Oltre Edizioni e scritta da Ernesto Berretti, noto scrittore civitavecchiese, personalità attiva da molto nel panorama letterario locale e membro della dirigenza dell’associazione culturale Book Faces.

L’occasione del connubio tra le volontà della dirigenza scolastica e dell’autore è stata offerta dalla ricorrenza in questi giorni della firma del Trattato di Dayton che nel 1995 sancì la fine della Guerra nei Balcani di cui l’opera di Berretti trattata magistralmente.

La Guerra nei Balcani e il periodo storico in cui si è svolta fanno parte di una pagina di storia sottovalutata dai programmi scolastici e che per ragioni di tempo o priorità difficilmente si ha l’opportunità di spiegare in aula agli alunni che restano privi di una storia tanto recente quanto necessaria per interpretare il presente. La dirigenza della Melone, consapevole di questa pericolosa lacuna, ha colto l’occasione per far conoscere questa storia attraverso gli occhi di un autore che non solo la racconta tramite la scrittura di un’opera fatta di personaggi e aneddoti, ma che l’ha vissuta in prima persona.

A fare gli onori di casa sono stati il Preside Riccardo Agresti e le professoresse Angela Nicoara e Stefania Pascucci. Un momento davvero emozionante che ha colpito particolarmente i ragazzi della classi terze a cui è stata rivolta la presentazione e che hanno animato l’evento con domande e osservazioni.

“I Baschi blu della U.E.O. parteciparono alla guerra nei Balcani per garantire il rispetto dell’embargo agli eserciti belligeranti nella ex-Iugoslavia. Nel libro ho voluto raccontare la nostra storia perché sono stato uno dei Baschi blu da maggio a dicembre del 1995 – racconta emozionato Berretti- La missione ebbe inizio nel giugno del 1993, sul Danubio, nel tratto prossimo al confine tra Romania, Serbia e Bulgaria, estrema periferia sud-occidentale romena. Noi Baschi blu del contingente internazionale UEO ci siamo ritrovati proiettati in una realtà drammatica. Con la lettura di alcuni brani del mio libro Non ne sapevo niente, si è inteso stimolare un argomento sfiorato dai programmi scolastici ma di assoluta importanza per comunità formate da popolazione multirazziale, come quella di Ladispoli.”

È proprio dall’osservazione della varietà etnica di Ladispoli che nasce il desiderio, condiviso da scuola e autore, di promuovere un messaggio di integrazione e conoscenza, volti a cancellare e combattere i pregiudizi etnici attraverso la formazione delle nuove generazioni. Entusiasta anche il Preside Agresti che ha espresso all’autore il proprio desiderio di ripetere l’esperienza visto l’interesse dei propri alunni.



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